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In casa Lazio, oltre all'ottimo inizio in campionato, si vivono situazioni differenti. Il calcioscommesse ha scosso l'ambiente e le vite di Mauri e Sculli.

Vivere le situazioni in maniera diametralmente opposta. Nel calcio, come nella vita, capita a tutti di trovarsi di fronte ad un qualcosa di inaspettato. C'è chi reagisce bene, chi meno bene. E' un po' questo il quadro, per quanto confusionario e privo di dettagli, delle vicende legate a Stefano Mauri e Peppe Sculli, entrambi giocatori della Lazio, entrambi invischiati nell'inchiesta sul calcioscommesse.

Il capitano biancazzurro è, oggi come oggi, nonostante la brutta esperienza in carcere, e nonostante l'attesa dei deferimenti da parte del procuratore Palazzi, uno degli uomini più importanti dello spogliatoio biancoceleste. Doppie sedute di allenamenti, come spiegato dalla 'Gazzetta dello Sport', e poi di corsa verso lo studio legale del suo avvocato, dove si prepara alacremente la difesa da portare avanti nel processo sportivo. Petkovic, comunque, non vuole rinunciare all'anima dei capitollini.

Dall'altro lato, Beppe Sculli, uno che Lotito in squadra non vuole proprio. Sempre della Lazio, sebbene fuori rosa, anche lui protagonista della vicenda calcioscommesse. Si ritiene un disoccupato Sculli, tanto da aver cercato disperatamente una sistemazione altrove. Il disguido tra Lazio e Genoa riguardo il mancato riscatto dell'attaccante calabrese da parte della società del Grifone, ha creato una situazione di stallo imbarazzante che non permette al giocatore un regolare svolgimento dell'attività agonistica.

Da separato in casa infatti, Sculli affronta la quotidianità degli allenamenti insieme ai compagni Foggia e Matuzalem. Tutto l'opposto invece Mauri, titolare in campo, protagonista negli allenamenti, pronto a pulire quella macchia rimasta nell'immagine collettiva del centrocampista ex Udinese. Una forza di volontà, quella del capitano laziale che potrebbe alla fine premiarlo...

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