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Dallo 'Juventus Center' il tecnico in conferenza stampa per le sue verità su Scommessopoli. "Carobbio e la Procura sono pappa e ciccia".

Una conferenza attesa da tutti i tifosi juventini. Allo Juventus Center prendono la parola Antonio Conte e i suoi legali, oltre al vice Alessio. Dopo la condanna a dieci mesi il tecnico bianconero racconta la sua verità contro tutto e tutti.

"E 'arrivato il momento dopo tanti silenzi, per una questione di correttezza da parte mia nei confronti di chi sta facendo delle indagini. Perchè in silenzio? Ho sempre rispettato le regole, sia in campo che fuori dal campo. In questa vicenda penso di essere comportato sempre in maniera molto molto corretta" afferma un pacato ex tecnico barese.

Il tono, poi, si fa duro: "Questa è un'assurda vicenda, ieri c'è stata proprio la ciliegina sulla torta. Sono rimasto allibito, allibito dall'intervento di un componente della Commissione che mi ha giudicato. Un qualcosa di grave e fuori dalle regole. Queste cose mi fanno pensare che forse c'è qualcosa di personale nei miei confronti da parte di questo signore".

"Hanno giudicato Pippo Carobbio come persona affidabile e credibile, mentre la procura federale mi ha giudicato poco credibile
- ha evidenziato Conte -. Pippo e non Filippo perchè con la Procura sono pappa e ciccia. Quello che ha detto la procura federale è agghiacciante. Considero il patteggiamento un ricatto. Io persona innocente mi devo sentir dire dal mio avvocato di patteggiare. Ripeto, il patteggiamento è un ricatto bello è buono. E' una vergogna".

Il tecnico bianconero ha poi proseguito: "Hanno rovinato la mia credibilità nei confronti dello spogliatoio. Ma chi conosce Antonio Conte sa che persona è. Sono abituato a vincere sul campo. In Albinoleffe-Siena hanno detto che potevo non sapere...ma ancora non ho capito cosa significhi. E' tutto assurdo".

In merito all'omessa denuncia, l'allenatore afferma: "Avrei dovuto denunciare quello che ho visto. Ma se non ho visto niente non vedo cosa dovevo denunciare. Adesso ho timore di tante cose. Di litigare con un calciatore, ad esempio. Che mandando un calciatore in tribuna questo possa vendicarsi in questa maniera. Credono a uno che per 3 anni e mezzo si è venduto partite, che si è venduto la sua famiglia. Cosa devo fare, andare in giro con una telecamerina per riprendere passo dopo passo quello che faccio?".

"L’unica cosa che è cambiata per me è essere arrivato in una squadra amata o odiata e aver vinto, dopo due settimi posti"
le dichiarazioni riguardo all'arrivo juventino. "Si è creduto a un personaggio che ha venduto partite, tradendo i suoi stessi compagni, e non a me. Dico solo una cosa ai miei colleghi: oggi è successo a me, ma domani può accadere a voi. Aprite gli occhi!".

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