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La Cgf sembra voler confermare la linea della Disciplinare: solo uno sconto per il tecnico bianconero. Assolti Bonucci e Pepe, tornano in ballo Di Vaio e Portanova. Lecce in C.

La Corte di giustizia federale non farà la rivoluzione. A poche ore dai verdetti del processo di appello sull’ennesimo filone dello scandalo calcioscommesse, le indiscrezioni lasciano pochi dubbi: squalifica confermata e piccolo sconto per il tecnico della Juventus Antonio Conte; assolti i bianconeri Bonucci e Pepe; Lecce e Grosseto hanno un piede e mezzo in Lega Pro. Sembra esserci solo un punto interrogativo. Sul Bologna , Di Vaio e Portanova. Che fremono.

Antonio Conte, inutile dirlo, rimarrà deluso. Incolpato dal procuratore federale Stefano Palazzi di due omesse denunce, lo juventino ha sempre negato ogni responsabilità giurando di essere innocente. Novara-Siena e Albinoleffe-Siena del 2011 due sfide taroccate? Forse. Ma l’ex tecnico dei toscani non ne sapeva nulla. La Corte però - sottolinea la 'Gazzetta dello sport' - sembra intenzionata a confermare la linea della Disciplinare: il grande pentito, ed ex calciatore di Conte, Filippo Carobbio è credibile.

Non si può dire lo stesso per Andrea Masiello. L’ex del Bari ha tirato in ballo lo stopper della Juve Leo Bonucci e il suo compagno di squadra Simone Pepe per la presunta combine di Udinese-Bari del 2010. Per il difensore della Nazionale, ed ex della formazione pugliese, Palazzi aveva chiesto 3 anni di squalifica per illecito; 1 anno di stop invece per l’ex giocatore dei friulani Pepe. Niente da fare: saranno assolti come Salvatore Masiello e Nicola Belmonte, giura la ‘Gazza’.

Segnato il destino del Lecce: i giallorossi sono destinati alla retrocessione in Lega Pro. Il motivo? La Corte di giustizia vuole confermare la sentenza della Disciplinare – conferma la ‘Rosea’ - e crede nella combine di Bari-Lecce di due stagioni fa. Le colpe dell’ex presidente dei pugliesi Pierandrea Semeraro, coinvolto nello scandalo, condannano la squadra per responsabilità diretta. In bilico, ma quasi spacciato, il Grosseto del presidente Piero Camilli, anche lui sospettato di comportamenti illeciti.

Fa caldo, caldissimo, ma il Bologna trema. Condannato ad un ammenda nel procedimento di primo grado, il club rossoblù ora rischia di essere penalizzato di due punti. Tornano in ballo le posizioni dell’ex capitano Marco Di Vaio e del difensore rossoblù Daniele Portanova.

La Corte - svela il ‘Corriere dello sport’ – sta analizzando la prova a sorpresa presentata da Palazzi: una telefonata tra i due giocatori, sempre negata, che potrebbe essere la conferma del tentato tarocco di Bologna-Bari della stagione 2010-2011. Assolto Di Vaio  e condannato per omessa denuncia Portanova in primo grado, i due, rispettivamente, ora rischiano una squalifica per omessa denuncia e illecito sportivo.

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