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La Disciplinare smonta la tesi del rancore personale con Carobbio e sottolinea il "carattere accentratore" di Conte: "Non è credibile che agissero a sua insaputa"

"Le risultanze agli atti comprovano come Carobbio non avesse alcun problema all’interno dello spogliatoio del Siena e non nutrisse alcun risentimento nei confronti di Conte".

C'è anche il "carattere accentratore" tra le motivazioni che hanno portato la Commissione Disciplinare a ritenere Conte colpevole di omessa denuncia in quanto a conoscenza della combine di Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011.

Negli atti pubblicati emerge che la Disciplinare ha ritenuto l'attuale allenatore della Juventus fin troppo influente per poter restare all'oscuro di un'iniziativa di un suo collaboratore, nella fattispecie Stellini: "E' provato che Conte fosse a conoscenza della combine - si legge nelle motivazioni della sentenza - (...) Ulteriore conferma che Conte sapesse, vi è la circostanza che Stellini ha ammesso di essere stato egli stesso a dare incarico a Carobbio e Terzi , al termine della gara di andata, di andare a parlare con Garlini e Bombardini per “sistemare” la gara di ritorno. Ed è davvero poco credibile che Conte non fosse a conoscenza dell’iniziativa presa dal suo collaboratore, anche in ragione della personalità e del ruolo che aveva all’interno della Società, ben spiegati dalla dichiarazione resa da Perinetti, il quale ha affermato che l’allenatore aveva un “carattere accentratore” (dichiarazione Perinetti dell’8.3.2012). Ipotizzare che i componenti dello staff tecnico o la squadra prendessero decisioni a insaputa di Conte non è oggettivamente credibile".

Per quanto riguarda invece Novara-Siena del 1 maggio 2011, l'altra gara per la quale è stato accusato Conte, la Disciplinare afferma che "di questo illecito sarebbero stati a conoscenza Conte, all’epoca dei fatti allenatore del Siena, e tutto il suo staff tecnico, composto da Stellini, Alessio, Savorani e D’Urbano, per averne il Conte dato pubblicità nel corso della riunione tecnica tenutasi qualche ora prima della gara".

Ritenute credibili le testimonianze di Carobbio: "In ragione della particolare posizione di classifica del Siena alla data di svolgimento della partita, la circostanza che Conte abbia tenuto un discorso alla squadra per motivarla (circostanza pacificamente ammessa dallo stesso Carobbio), nel contempo rassicurandola sul pareggio - che era un risultato assolutamente utile per il Siena- non risulta essere in contraddizione. Anzi, che lo stesso Conte , nel suo discorso, fece espresso riferimento alla necessità che quella gara non venisse persa, lo afferma il tesserato Sestu (dichiarazione Sestu del 13.7.2012)".

Non è stata invece ritenuta attendibile la tesi di presunti rancori personali tra Carobbio e Conte: "Assolutamente incoerente, poi, risulta la circostanza che Carobbio avrebbe accusato Conte per rancore personale, legato all’episodio occorso nel settembre 2010, quando l’allenatore non gli concesse il permesso di recarsi dalla moglie per assisterla durante il parto. Al di là della circostanza che una tale motivazione sembra davvero non sufficiente a giustificare una (a quel punto falsa) denuncia addirittura riferita a un illecito sportivo, c’è da dire che le risultanze agli atti comprovano come Carobbio non avesse alcun problema all’interno dello spogliatoio del Siena e non nutrisse alcun risentimento nei confronti di Conte , del quale, anzi, aveva stima".

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