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L'avvocato Giampietro Bianchi spiega: "E' vero che ci sarebbero stati rischi penali perché a Bari non ammette nulla, ma comunque non lo avrebbe mai fatto moralmente...".

La Juventus si appresta a giocarsi il primo trofeo della stagione, la Supercoppa Italiana contro il Napoli a Pechino, ma è chiaro che le attenzioni della società bianconera sono rivolte anche a quando accadrà a Roma, dove da mercoledì in poi è attesa la sentenza della Commissione Disciplinare nel processo sportivo su Scommessopoli.

La Vecchia Signora tiene il fiato sospeso per Conte, Pepe e Bonucci, tutti a rischio di una pesante squalifica, ed è soprattutto la situazione del difensore viterbese a destare preoccupazione, a fronte della richiesta di uno stop di 3 anni e 6 mesi da parte del procuratore federale Stefano Palazzi.

Intervistato da 'TuttoSport', il legale di Bonucci spiega perchè alla fine non si è arrivato all'ipotizzato patteggiamento, per il quale che ad un certo punto pareva fosse stato trovato l'accordo: "La procura con molta onestà intellettuale e morale ci ha illustrato la disponibilità di derubricare l'illecito in omessa denuncia, ma solo qualora ci fossero stati dei fatti nuovi e realmente accaduti da ammettere. Bonucci non ha fatto nulla, che doveva ammettere? E' vero che ci sarebbero stati rischi penali perché a Bari non ammette nulla, ma comunque non lo avrebbe mai fatto moralmente. Avrebbe valutato l'opportunità anche nell'interesse della Juve, ma mai patteggiando ammettendo qualcosa che non ha mai fatto...".

"Quante speranze ci sono che Bonucci venga prosciolto? Alla luce delle carte processuali, la fiducia è massima - conclude l'avvocato Giampietro Bianchi - Francamente non vedo altre ipotesi diverse dall'assoluzione, anche lui è molto fiducioso. I giudici hanno ascoltato bene, erano attenti, sono convinto che valuteranno con altrettanta attenzione...".

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