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L'avvocato del tecnico bianconero chiederà alla Procura di Cremona di fare piena luce sul presunto mandante del collaboratore di Conte, citato dai legali dell'accusatore Carobbio.

I legali di Carobbio attaccano, l'avvocato di Antonio Conte replica duramente e preannuncia una nuova battaglia legale tra le parti, stavolta dinanzi ad una Procura della Repubblica.

Se ieri infatti i difensori del centrocampista ex Siena si chiedevano chi potesse essere il mandante di Cristian Stellini, collaboratore dell'attuale tecnico della Juventus che ha patteggiato con il procuratore federale Palazzi una squalifica di due anni, ammettendo la combine per la gara tra i toscani e l'Albinoleffe, oggi è toccato all'avvocato di Conte, De Rensis, replicare a muso duro.

Così come riportato dalla 'Gazzetta dello Sport' infatti, il legale del mister salentino ha tuonato: "Anche noi vorremmo sapere chi sarebbe questo presunto mandante citato dai legali di Carobbio. E siccome queste sono dichiarazioni pubbliche, inopportune a nostro giudizio, ci rivolgeremo alle autorità competenti. E quindi ci sarà un esposto alla Procura della Repubblica perché faccia luce su queste affermazioni".

Quindi De Rensis è tornato sul mancato patteggiamento del proprio assistito, spiegando: "Patteggiare era un'opportunità, ma già  convincerlo ad accettare i 3 mesi era stata un'impresa. Saltata la mediazione si è deciso di andare avanti per la nostra strada, la dignità non ha prezzo".

Infine ecco il nuovo attacco frontale al grande accusatore Carobbio: "La storia dei pentiti è costellata di episodi in cui una persona non si deve per forza definire credibile o meno, ma può dire 99 cose vere e una manipolata. Carobbio ha parlato 5 volte e ogni volta ha cambiato particolari, ma la sua versione non è confermata da nessuno, non c'è intercettazione telefonica e non c'è giro di denaro. Quando ad accusare è un soggetto che ha già commesso atti delinquenziali, credo sia doveroso quantomeno verificare le cose dette".

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