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Intanto sembra naufragato il tentativo di convincere Salvatore Masiello a patteggiare ammettendo parzialmente le proprie colpe: sarebbe stata manna per gli juventini...

Oggi è il giorno più lungo per Simone Pepe e soprattutto Leonardo Bonucci, che ieri sera sono arrivati a Roma ed oggi saranno in aula dell'ex ostello della gioventù per difendersi dalle pesanti richieste di condanna pronunciate da Stefano Palazzi nella sua requisitoria nel processo in corso su Scommessopoli.

Il procuratore federale ha chiesto infatti per i due giocatori della Juventus rispettivamente un anno e tre anni e sei mesi di squalifica. Secondo quanto svela la 'Gazzetta dello Sport', i legali dei due giocatori potrebbero ancora accordarsi in extremis per un patteggiamento con Palazzi (da sottoporre ovviamente poi alla valutazione di 'congruità' della Commissione Disciplinare). Se la strada sembra agevole per Pepe, lo è di meno per il difensore viterbese.

Bonucci dovrebbe fare una dichiarazione spontanea in apertura di dibattimento e dovrebbe ammettere di aver ricevuto la proposta di combine da Andrea Masiello per l'ormai famosa Udinese-Bari, ma di averla respinta "con indignazione". Ovviamente il 'grosso' del lavoro sarebbe far accettare a Palazzi la derubricazione dell'accusa da illecito aggravato a omessa denuncia (con annesso 'mega sconto' da 3 anni a qualche mese) e alla Disciplinare sarebbe dunque proposto il doppio patteggiamento, inserendo anche Pepe nel 'pacchetto' (pare improbabile che le strategie difensive per i due siano diverse).

Sicuramente il tutto sarebbe stato più semplice - spiega la 'rosea' - qualora l'altro co-inputato Salvatore Masiello avesse accettato il patteggiamento con parziale ammissione (tipo quella di Stellini che ha ammesso di aver contattato Carobbio). In questo caso, si sarebbe aperta una 'via di fuga' per gli altri: Belmonte e Bonucci avrebbero potuto ammettere le proposte ricevute e patteggiare agevolmente la derubricazione dell'accusa a omessa denuncia. Ed anche per Simone Pepe il cammino sarebbe stato più semplice.

A quanto pare il tentativo di convincere 'l'altro Masiello' è stato fatto, ma non è andato a buon fine, come spiegano le parole del legale Luciano Malagnini: "Affronterà il dibattimento forte dell'assoluta certezza della sua estraneità ai fatti. Contrariamente a quanto detto dalla Procura federale, il giudice di Bari ritiene che le tre diverse versioni fornite da Andrea Masiello non si confermano tra di loro, anzi si contraddicono".

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