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Il Capitano del Grifone è stato sentito per la seconda volta su mandato del Pm Mazzeo della Procura genovese. Ora toccherà a Zauri, che sarebbe la 'gola profonda'...

Mentre la luce dei riflettori è accesa sul processo sportivo su Scommessopoli in corso a Roma, con i vari Conte e Bonucci nel mirino, c'è un'altra inchiesta - per ora penale - che va avanti e non fa certamente bene al mondo del calcio. Dopo aver ricevuti gli atti relativi da Cremona, infatti il Pm di Genova Mazzeo sta andando avanti nell'indagine relativa all'ormai famoso 'derby della colletta'.

Mercoledì il magistrato ligure ne ha chiesto conto ad uno dei 5 giocatori del Genoa che - nella ricostruzione dell'ultrà rossoblù Leopizzi - avrebbero ricevuto dai 'cugini' della Sampdoria la robusta offerta di 350mila euro pro-capite (frutto appunto della colletta fatta nello spogliatoio blucerchiato) per non infierire nella stracittadina del maggio di due stagioni fa.

Marco Rossi, dunque, che peraltro sarebbe stato l'unico a non accettare, è stato convocato dalla Digos su mandato del Pm e non è quindi partito con il resto della squadra per la seconda parte del ritiro, in quel di Castel di Sangro.

Per il Capitano rossoblù si è trattato del secondo 'colloquio' come persona informata dei fatti, dopo quello relativo all'incursione degli ultrà a Pegli. Secondo quanto riferisce la 'Gazzetta dello Sport', Rossi avrebbe negato su tutta la linea, dicendo di non essere a conoscenza di nessun accordo, anche solo proposto.

Ora sarà il turno di Luciano Zauri di essere sentito: il difensore attualmente alla Lazio era stato tirato in ballo da Leopizzi come 'gola profonda' sul derby taroccato...

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