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Dopo che la Procura federale ha emanato i deferimenti per molti club di serie A, le società coinvolte cercano di dichiararsi estranee ai fatti e promettono battaglie legali

13 club e 45 tesserati deferiti è questo il mondo del calcio? Ieri una fetta consistente della serie A ha dovuto constatare le decisioni prese in procura: Lecce, Bologna, Sampdoria, Siena, Torino e Udinese hanno accusato i primi colpi dopo l’emergere di questa nuova marea di calcioscommesse.

Pur rimanendo garantisti e considerando tutti innocenti fino a prova contraria, non si può non constatare una certa allergia da parte dei club per gli organi responsabili della giustizia sportiva. È ovvio considerarsi estranei ai fatti e tentare, sino allo strenuo delle forze,di combattere per dimostrarlo, ma occorrerebbe anche una certa dose di rispetto per l’attività della Procura Federale.

Tutti i club si sono dichiarati stupefatti per la decisione e pronti a confutare le decisioni prese. Per Guaraldi, presidente del Bologna, è stato “un errore nominare Portanova capitano” (il giocatore è accusato di illecito sportivo per la combine di Bologna-Bari), ma assicura l’estraneità del club e da buon garantista aspetta l’evolversi della situazione.

L’Udinese attraverso il presidente Soldati ha ugualmente ribadito l’estraneità ai fatti: “Se anche fosse vero quanto viene contestato a Pepe mi risulta difficile coinvolgere la società in una vicenda tutta permeata sulla base di dichiarazioni di un terzo”. Stesse perplessità per Cairo che si è detto “tranquillo” anche se “il deferimento mi ha stupito” e per la Samp che, in un comunicato ufficiale, “si dichiara totalmente estranea”.

Il Siena ha reagito in maniera un po’ più morbida e ha cercato di sottolineare l’aspetto positivo della vicenda: “è stata esclusa la resonsabilità diretta (che comporterebbe la retrocessione all’ultimo posto in classifica, ndr), ma non possiamo essere soddisfatti visto che la società e i nostri calciatori sono coinvolti” ha detto il presidente Mezzaroma. Mentre il Lecce è già sul piede di guerra, pronto a rivolgersi al Tar e al Consiglio di Stato pur cancellare l’ombra dell’onta subita.

Stesso piglio polemico per il presidente del Grosseto, il presidente Camilli mette a ferro e fuoco l’intero sistema calcistico italiano: “questo processo è vergognoso. Il mondo del calcio è marcio. La responsabilità oggettiva è scandalosa. Ma come, io vengo truffato o tradito dai miei giocatori e devo pure pagare?”.

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