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Il mister bianconero, tornato a dirigere gli allenamenti nel ritiro di Chatillon tra gli applausi della folla, è apparso sereno. Ancora alto però il rischio squalifica.

Non poteva esserci accoglienza migliore a Chatillon per Antonio Conte, dopo la trasferta romana, durante la quale il mister della Juventus ha dovuto rispondere per quattro ore alle domande del procuratore federale Palazzi, in merito alle accuse mosse nei suoi confronti dal centrocampista Carobbio, allenato ai tempi del Siena.

Tanti i cori di incitamento e sostegno per Conte che, come riportato da 'Tuttosport', è tornato subito al centro del campo a dirigere la seduta di allenamento in mezzo ai suoi ragazzi. Apparso sereno, ma determinato a continuare il suo lavoro sul terreno di gioco. Nessun discorso particolare alla truppa, nessuna distrazione per i calciatori. Lavorare e sudare gli unici verbi ammessi nel ritiro valdostano della Juventus.

In realtà però le notizie che trapelano dagli uffici della Figc non sono certamente rassicuranti per Conte. Palazzi sembra non voler in alcun modo recedere dalle accuse mosse al tecnico bianconero, per cui non si può neppure ancora escludere del tutto neppure l'ipotesi illecito, specialmente per il match tra Siena e Albinoleffe, ipotesi che comporterebbe una lunghissima squalifica.

Ovvio che in se così fosse la Juve dovrebbe guardarsi intorno e puntare su un piano B, in caso di lieve condanna per omessa denuncia invece, Conte potrebbe tornare in panchina già ad ottobre. Ecco allora che potrebbe essere Baroni a sostituire per un paio di mesi il tecnico leccese, in attesa del suo rientro sulla panchina dei Campioni d'Italia.

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