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Uno degli 'zingari' ha deciso di costituirsi: "In Italia c'è terreno fertile, anche chi rifiutava poi cambiava idea. Mi piaceva puntare, ma non chiamatemi boss!".

Almir Gegic sta cedendo. In un'intervista esclusiva alla 'Gazzetta dello Sport', uno degli 'zingari' ha annunciato di volersi costituire alla magistratura e fornire nuovi elementi nell'ambito dell'inchiesta sul Calcioscommesse: "Andrò a Cremona. Voglio raccontare tutto al dottor Di Martino. Non sono un santo, ma neppure quello che raccontate sui giornali".

Pur ammettendo le proprie colpe, Gegic precisa: "Non sono un boss. Non comando nessuna organizzazione. Mi piaceva scommettere e cercavo 'informazioni' sulle partite di A e B. Ma non ho mai minacciato nessuno. Non sono il tipo, parla la mia fedina penale. Neppure una rissa o una guida da ubriaco. Niente di niente. E poi se proprio vogliamo dirla tutta, non c'era mica bisogno di spaventare i giocatori...".

Già, perchè a sua detta "in Italia c'è un terreno fertile: la propensione alle combine è altissima. Oggi la vittoria serve a me, domani te la restituisco. Sono cose che vanno avanti da anni e i dirigenti sono in prima fila in questo mercato. Solo che prima non c'erano le scommesse: ogni tanto si sapeva di una gara venduta. Adesso ci sono interessi milionari e i calciatori sono al centro dell'ingranaggio. Accade così anche in altri Paesi, da voi si è scoperto questo traffico perché ha indagato la magistratura".

Un circolo vizioso, insomma, dal quale uscire diventa difficile se non impossibile: "Nessuno ci ha mai mandato a quel paese - dice Gegic - Tutti ascoltavano ed erano interessati. E quelli che all'inizio ci dicevano 'no', poi cambiavano idea e richiamavano. I giocatori più guadagnano e più non sanno che cosa fare. E allora puntano. Poi non si fermano".

Dal generico, ecco passare poi allo specifico: "Sì, con Bertani mi sono visto. E uno di quelli che mi ha presentato Gervasoni, su Novara-Siena c'è da raccontare - rivela - Non ho mai conosciuto Mauri e Milanetto. Lazio-Genoa e Lecce-Lazio combinate? Mi sembra che Di Martino abbia un po' di prove in mano. Quello che so lo riferirò presto ai magistrati".

E ancora: "Gervasoni ogni sera mi contattava via Skype e mi proponeva partite, nomi di calciatori pronti a vendersi. Chiedetegli da quanti anni va avanti a vendere 'informazioni. Ma pensate davvero che io e Ilievski potevamo ribaltare i campionati se non c'era dall'altra parte chi ci stava ad ascoltare? E credete che ad agire c'eravamo solo noi o gli ungheresi?".

Il quadro dipinto da Gegic è chiaro quanto inquietante: "Le scommesse sono una malattia, ancora non avete visto nulla. In Italia il virus c'è in tutte le squadre, Serie A compresa. E sono sicuro di non sbagliare se dico che scommettono anche giocatori importanti".


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