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Il terzino,estromesso dalla Nazionale alla vigilia degli Europei a causa di un avviso di garanzia nell'ambito di Scommessopoli,continua a gridare la sua innocenza: "Ora basta"

Domenico Criscito, terzino della Nazionale e dello Zenit San Pietroburgo, non ci sta a passare per la vittima sacrificale sull'altare di Scommessopoli. Non ci sta a finire ogni giorno sulle prime pagine dei quotidiani sportivi come una delle mele marce di questo calcio inquinato, Dopo aver perso gli Europei, a causa dell'avviso di garanzia consegnatogli direttamente nel ritiro azzurro di Coverciano il giorno prima che Prandelli rendesse nota la lista dei convocati, non vuole perdere anche la sua reputazione di ragazzo pulito e sbotta in un comunicato stampa redatto con i propri legali.

"Leggo su alcuni siti che fonti investigative avrebbero avanzato il sospetto di una “colletta” per truccare il derby Genoa-Samp - si legge nel comunicato, come riportato dal 'Corriere dello Sport' - Si afferma anche che 'anche Criscito avrebbe avuto un ruolo nella vicenda e questo avrebbe giustificato la perquisizione a Coverciano'. Voglio ribadire che sin da subito mi sono dichiarato a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per chiarire eventuali dubbi degli Investigatori. Io non ho mai partecipato ad alcuna combine né a riunioni per truccare partite e nulla ho mai saputo né di chiacchiere né di ipotesi di collette. Ho spiegato perché mi sono recato in un pomeriggio in un ristorante di Genova ad incontrare alcuni tifosi proprio per ribadire che nel derby io avevo dato il massimo. Ho già pagato un prezzo altissimo e ingiusto per tutte queste voci essendo stato costretto a lasciare la Nazionale. Non so quale sia il modo giusto di reagire a questo continuo stillicidio di voci e mezze notizie, posso solo continuare a ribadire la mia innocenza".

Reazione rabbiosa e comprensibile questa, da parte di un ragazzo che prima ha visto svanire in poche ore il sogno di giocarsi un Europeo con la maglia della propria Nazionale  e poi si è ritrovato, giorno dopo giorno, nel tritacarne mediatico che tutta questa vicenda ha generato. E se è senz'altro giusto punire i colpevoli, quando saranno chiaramente accertate precise responsabilità, è sacrosanto non condannare preventivamente giovani uomini che, avendo ricevuto un avviso di garanzia, non sono ancora stati giudicati responsabili di alcunchè da nessun tribunale, ordinario o sportivo che sia.

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