Il nome del portiere del Lecce è finito nell'inchiesta per la partita Lecce-Lazio, in cui ha esordito in Serie A: "Quell'esordio per me era un sogno, nessuno può rovinarlo".
Per il portiere del Lecce, Massimiliano Benassi, gli ultimi sei mesi sono stati un vero inferno. L’estremo difensore dei salentini, il cui nome è stato tirato in ballo nell'inchiesta su Scommessopoli, non vede l’ora che sia scritta la parola fine sullo scandalo che sta colpendo duramente il calcio italiano.“È brutta questa attesa, si legge molto e ormai non si parla più di calcio, neanche della Nazionale che a breve giocherà gli Europei. Io ho vissuto sei mesi da incubo, – ha ammesso ai microfoni di ‘Sky Sport 24’ – speravo finisse quando sono stato interrogato e invece non è stato così. Aspetto la chiusura di questa storia, Lecce-Lazio è stato il mio esordio in Serie A e nessuno può rovinarlo”.
Per il portiere il coinvolgimento nello scandalo è stato un colpo durissimo. “Ho fatto la gavetta vera, – ha sottolineato – quella nei dilettanti, non quella in Serie B o in Lega Pro come molti in Serie A. Ho iniziato a giocare in campi dove non c’era neanche la scritta stadio, e quell’esordio in A per me era un sogno. Per fortuna nessuno ha messo in dubbio la mia onestà, a partire dalla tifoseria che mi è stata vicina”.
Il prossimo anno Benassi e il Lecce ripartiranno dalla Serie B. “Alla fine è andata male – ha detto – è stato un peccato perché non meritavamo di retrocedere. Abbiamo sicuramente pagato la lunga rincorsa”.
