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Secondo Paolo Rodella nella stagione 2010-11, infatti, l'ex centrocampista bianconero Carobbio non avrebbe più fatto parte dell'associazione malavitosa con i cosiddetti zingari.

Tirato in ballo pesantemente dalle risultanze delle indagini condotte dalla Procura di Cremona, il Siena ha deciso di difendersi strenuamente al processo sportivo che sta avendo luogo in questi giorni a Roma. Il legale del club, Paolo Rodella, ha fatto leva sulle parole del pentito Carobbio per affermare con forza l’innocenza del club bianconero.

“Dalle parole dello stesso Carobbio, su cui la Procura non può dubitare, – ha sostenuto l’avvocato nel suo intervento di oggi durante il processo – si evince chiaramente che nella stagione 2010-11 l’ex centrocampista del Siena non ha fatto parte dell’associazione. Carobbio disse infatti: ‘Decisi di interrompere ogni rapporto con gli slavi al termine della stagione 2009-10’ ”.

Dunque, a parere di Rodella, non si configurerebbe nessun reato a carico del club toscano. “Ho faticato a comprendere l’atto di deferimento del Siena – ha spiegato – Non capivo quale violazione era ascritta a Carobbio. Poi ho capito che era legata alla partecipazione di Carobbio all’associazione per la stagione 2010-11. Noi qui abbiamo l’atto di recesso dall’associazione, per cui nessuna responsabilità oggettiva può essere ascritta al Siena”. Il Procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto oggi, a titolo di pena, per la società bianconera, un'ammenda di 50 mila euro alla Commissione Disciplinare.

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