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Il terzino azzurro, ai microfoni della Gazzetta dello Sport, urla la propria innocenza e si augura di tornare a far parte quanto prima del gruppo della Nazionale.

Mimmo Criscito si confessa a cuore aperto. Il difensore della Nazionale, escluso dall'Europeo dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia, urla la propria estraneità allo scandalo Scommessopoli. Lo fa con parole nette, precise, di grande amarezza, ricostruendo, passo dopo passo, quella che lui stesso chiama "una storia assurda".

Al momento della visita della polizia a Coverciano, racconta il terzino alla Gazzetta dello Sport, "sono rimasto scioccato. Non me lo sarei mai aspettato. Non ho fatto nulla di male nella mia vita, come può testimoniare chi mi conosce. Credo, però, che, per una foto di più di un anno fa, avrebbero potuto chiedermi prima spiegazioni: senza attendere il giorno prima delle convocazioni".

L'esclusione all'ultimo giorno dal listone dei 23, polemizza, "mi fa passare per il simbolo dello scandalo. Riflettendo meglio e con un attimo di valutazione in più, sarebbe stata evidente la mia assoluta estraneità. Provo rabbia e dispiacere nell'essere stato fatto passare come pietra dello scandalo in Europa. Non ci sto a passare come capro espiatorio di situazioni che non mi hanno mai riguardato".

Ad 'inguaiarlo' quella maledetta foto con Sculli, il pregiudicato Altic e due capi ultrà del Genoa: "Non fatico a ricostruire quell'incontro. Dopo il derby i tifosi ci accusavano di mancato impegno e delle polemiche di alcuni miei compagni con la curva. Così chiesero chiarimenti da alcuni rappresentanti della squadra e io andai al posto indicatomi. Lì trovai Sculli con una persona che non conoscevo. Parlai con i tifosi, li rassicurai sul nostro impegno, e andai via".

Di certo, a suo avviso, "una foto non prova un illecito. Sta di fatto che ho solo parlato con dei tifosi, cosa che faccio normalmente, senza sapere alcun retroscena della loro vita personale e senza sapere chi fossero tutti i partecipanti all'incontro. Anche perché gli argomenti che dovevano essere affrontati in quell'occasione non mi avevano allarmato. Del resto, questi incontri fra giocatori, allenatori, dirigenti e tifosi avvengono sempre in ogni città".

Criscito smentisce, inoltre, di aver avuto numerosi contatti con Altic, come risulta da un'informativa alla Procura di Alessandria, e garantisce che avrebbe partecipato all'Europeo senza alcun problema: "Ero oggettivamente molto scosso dall'evento dell'alba, non sono abituato a certe cose. Passate poche ore, però, ero tornato sereno e niente mi avrebbe turbato in caso di convocazione".

Nemmeno la tesi di un possibile interrogatorio a torneo in corso sembra reggere: "La Procura ha detto ai miei legali che non vi sarebbe stato nessun interrogatorio a breve. Se fossi andato agli Europei m'avrebbero sentito al rientro. Lo stesso pm lo ha ammesso".

Bonucci, indagato come lui, andrà agli Europei, ma su questo nessuna polemica da parte sua: "Dovevamo andare entrambi, visto che l'avviso di garanzia non costituisce prova di colpevolezza. La mancata convocazione per entrambi potrebbe essere interpretata come un giudizio sommario di colpevolezza agli occhi del mondo sportivo".

L'invadenza degli ultras, che spesso sconfina nell'inciviltà pura, è un dato di fatto: "Loro hanno rapporti strettissimi coi giocatori e i club. Seguono gli allenamenti, le trasferte, e vanno nei locali di maggior appeal. Così capita che durante Genoa-Siena questi tifosi processino i giocatori. Non sta a me fare il censore. Chi ha il potere di cambiare regole e comportamenti può agire".

Fatti come quelli di Genoa-Siena, a suo giudizio, potrebbero essere evitati dalle forze dell'ordine, "se lo volessero". Il suo augurio, adesso, è un "proscioglimento pieno e, se possibile, rapido". L'Europeo, assicura, lo guarderà da tifoso, ma la sua storia con la Nazionale non è conclusa: "La Nazionale è il sogno di ogni giocatore, e spero di tornare a farvi parte non appena sarà chiarita questa storia assurda".

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