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Il portierone della Nazionale potrebbe essere chiamato a spiegare cosa intendeva dire nell'intervista dell'altro giorno: un'altra ombra sulla squadra azzurra in partenza.

Quelle parole pronunciate da Gigi Buffon l'altro giorno nel ritiro della Nazionale sui "due feriti che qualche volta sono meglio di un morto", ovvero sui taciti accordi che in determinate situazioni possono portare due squadre - per reciproca convenienza - a spartirsi il pareggio, non sono piaciute negli ambienti della Procura di Cremona, da dove si fa notare in via informale che sono proprio questi atteggiamenti a creare il terreno fertile perchè poi attecchiscano fenomeni deteriori come quelli di Scommessopoli.

E secondo quanto riferiscono oggi 'Gazzetta dello Sport' e 'Stampa', ora il portierone dell'Italia potrebbe essere chiamato a spiegare meglio quelle frasi davanti allo stesso Pm Di Martino, intenzionato a sentire il giocatore della Juventus come persona informata dei fatti. La domanda pronta per Buffon è sostanzialmente una: l'azzurro ha semplicemente detto la sua opinione, nella consueta maniera schietta e forse un po' improvvida visto il suo ruolo e il momento, oppure è a conoscenza di fatti legati alle inchieste?

Si tratterebbe di un'altra ombra molto pesante sulla spedizione dell'Italia agli Europei, visto che la convocazione in  Procura potrebbe aver luogo prima della partenza per Polonia e Ucraina. A confermarlo è lo stesso Di Martino: "Non ci ho ancora pensato a interrogare Buffon, ma non lo escludo".

Intanto rispuntano fuori le parole pronunciate dallo stesso Buffon nel 2004, dopo il famoso e doloroso (per noi) 'biscotto' tra Danimarca e Svezia, quel 2-2 che estromise l'Italia dagli Europei. Sembra di sentire un'altra persona rispetto a chi qualche giorno fa aveva detto che "ogni tanto si fanno i conti"...

"E' una vergogna - era sbottato all'epoca Buffon - Parlano tanto di lealtà, di fair play e cazzate varie, poi finisci per assistere a cose così. Non ci credevo a quel 2-2. Eppure si è verificato. Incredibile. La verità è che il calcio è sempre sotto gli occhi del mondo, dei bambini, ai quali dobbiamo dimostrare che la lealtà e l'onestà esistono.

C'è anche gente che sta male, alla quale viene sempre detto che il calcio è pulito. E allora facciamo così: diciamo ai bambini che si mettano a fare i 'biscotti' a 12 anni, così risolviamo tutto. Questo è il peggior esempio che gli si possa dare, ai ragazzini, il peggiore. Siamo davanti a uno scandalo di proporzioni mondiali...
".

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