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L'allenatore bianconero sospettato di aver partecipato alla combine di Novara-Siena del 2011: il grande accusatore è Flippo Carobbio. "Antonio non c'entra nulla"

Antonio Conte è un patrimonio del calcio. Dimostreremo la sua totale estraneità ai fatti contestati dalla Procura di Cremona”. Il legale del tecnico della Juventus, Antonio De Renzis, respinge al mittente le accuse mosse nei confronti del proprio assistito nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. L’allenatore, ai tempi del presunto illecito al Siena, è sospettato di aver preso parte alla combine di una partita della stagione 2010-2011.

I magistrati dubitano di Conte. Tirato in ballo dalle confessioni del pentito Filippo Carobbio, suo ex giocatore proprio in Toscana, l’allenatore è accusato di aver partecipato alla combine della gara di B Novara-Siena. Nel blitz organizzato ieri dalla Procura, in cui sono arrestati diciannove persone tra cui diversi giocatori di primo piano, è stata perquisita anche l’abitazione torinese del tecnico.

Conte si è sempre detto innocente. Stamattina il suo legale ha rafforzato il concetto: “Non c’entra nulla con questa vicenda. Antonio è un patrimonio di questo sport e va tutelato” le parole dell'avvocato, intercettato dai cronisti davanti alla Procura cremonese. L’allenatore ha appena vinto lo Scudetto alla guida della Juventus.

All’alba di ieri, tra gli altri, sono stati arrestati il giocatore della Lazio Stefano Mauri, l’ex genoano Omar Milanetto e l’ex Novara Cristian Bertani. Oltre a Conte, nell’ambito dell’inchiesta ‘New Last Bet’ risultano indagati anche l’ex Genoa e difensore della Nazionale Mimmo Criscito, il rossoblù Beppe Sculli e l’attaccante del Chievo Sergio Pellissier. Sono tutti sospettati di aver combinato il risultato di alcune partite di due stagioni fa.

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