thumbnail Ciao,

Il presidente della federazione ha espresso il suo malumore per quanto successo, ma appoggia il giocatore azzurro costretto a lasciare il ritiro.

Non è stata sicuramente una giornata esaltante quella trascorsa dalla nazionale italiana di Cesare Prandelli in quel di Coverciano dopo la vicenda che ha colpito il difensore Mimmo Criscito. A sottolineare la malinconia presente nell'ambiente azzurro è stato anche il presidente della FIGC Giancarlo Abete.

"Devo essere sincero, sono molto triste per quello che è successo a Criscito. E' giusto che il ragazzo cerchi adesso di tutelare la sua posizione, ma è sicuramente una giornata amara per la nazionale italiana. Quando si è colpiti in questo modo non si può non essere condizionati da quello che ti possono eventualmente dire attorno. Con Prandelli ed Albertini abbiamo fatto delle valutazioni di carattere sociale, umano e professionale. Non avrebbe portato serenità all'ambiente tutto questo trambusto attorno ad un suo elemento. Nonostante tutto la squadra deve concentrarsi, è proiettata con forza verso Euro 2012".

Abete ha poi continuato: "Per combattere questo fenomeno, che ha rilevanza mondiale, si deve agire sia all'interno che all'esterno, a livello di coordinamento internazionale. Per questo motivo ho già mandato al presidente Petrucci una dettagliata informativa su quello che sta succedendo ed avere coordinamento con il ministro Gnudi. Dobbiamo debellare questo fenomeno. Se ci sono tesserati effettivamente coinvolti dobbiamo agire in fretta, non possiamo aspettare che le Procure chiudano gli ultimi fogli di carta. Trapattoni dice che questo fenomeno ci fa apparire come mafiosi all'estero? Prima di parlare bisognerebbe fare delle valutazioni, stiamo parlando di un qualcosa che accade in 50 paesi".

Sullo stesso argomento