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L'attaccante della Sampdoria è intervenuto a Sky per parlare del deferimento comminatogli dal pm federale Palazzi: tutta colpa dell'amico Gervasoni, a suo dire...

Cristian Bertani, attaccante della Sampdoria, è una delle 'vittime' del pm federale Stefano Palazzi, che lo ha deferito per i fatti di 'Scommessopoli'. Il giocatore, secondo l'accusa, avrebbe violato l'articolo 9, relativo all'associazione finalizzata all'illecito sportivo, ai tempi della sua avventura di Novara.

"E' un periodo delicato per me - ha spiegato ai microfoni di Sky - Sono finito in questa vicenda solo perchè un mio amico (Gervasoni, ndr) mi ha tirato in ballo senza avere le prove. Il deferimento mi ha sorpreso, io non ho mai scommesso in vita mia".

Allora perchè l'ex Piacenza ha fatto il suo nome? Bertani la vede così: "Quando una persona è con l'acqua alla gola, le prova tutte. Sembra che quando parla un pentito, automaticamente sia tutto vero quel che dice...".

Non può mancare, inoltre, un commento sul match Siena-Novara, finito sotto la lente degli inquirenti: "Conte può stare tranquillo: fu partita vera, ci si giocava la posizione in griglia per i playoff e loro la promozione. Quello che dovevo dire sulla partita l'ho detto in deposizione, Carobbio dice la sua", le parole di Bertani a Radio Sportiva.

La conclusione è amarissima: "Sono stato condannato senza giudizio e in più sul mio conto non c'è una prova, a differenza di colleghi in cui ci sono intercettazioni compromettenti. La giustizia sportiva non può arrogarsi il diritto di decidere senza prova".

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