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Le ammissioni nell'audizione di ieri dell'ex capitano sui match con Ascoli e Padova fanno tremare nuovamente gli orobici. Intanto Carobbio conferma i dubbi su Novara-Siena.

L'Atalanta torna a tremare. L'audizione di ieri di Cristiano Doni nell'ambito di Scommessopoli, avvenuta a Roma e durata circa tre ore, fa riemergere il rischio di una nuova penalizzazione per il club orobico dopo i sei punti già scontati a inizio stagione.

Il 'Corriere dello Sport', evidenzia come all'ex capitano nerazzurro abbia escluso agli ispettori federali il coinvolgimento di compagni e della società. Ma nonostante ciò,  lo stesso giocatore ha ammesso un tentativo di combine per la sfida di Ascoli e qualcosa di simile a un'omessa denuncia per Padova. Siamo nel campo della responsabilità oggettiva, ma altri punti di penalizzazione sono possibili. Resta da vedere se saranno scontati in questo campionato (se afflittivi) o nel prossimo.

A Doni è stato chiesto di far luce su quattro match: quelli con Piacenza, Livorno e appunto Ascoli e Padova. Doni ha spiegato e ammesso la sua responsabilità sulle prime "due e mezza", mentre ha escluso di essere a conoscenza di qualsiasi tentativo di combine per l'ultima. Su Padova-Atalanta, invece, la Procura ha insistito sul presunto accordo tra le società.

Nel frattempo, la Procura federale ha ascoltato anche Filippo Carobbio. Otto ore di interrogatorio, in cui il centrocampista dello Spezia ha ripercorso i passaggi più significativi dei verbali redatti a Cremona, prima davanti al gip Salvini e poi davanti al procuratore Di Martino.

Carobbio avrebbe ripetuto gli stessi nomi: oltre a lui e Gervasoni, anche Ruopolo, Conteh e Caremi per Pisa-AlbinoLeffe; Ruopolo per Salernitana-AlbinoLeffe; Conteh e Joelson per Ancona-Grosseto; Joelson, Conteh, Acerbis e Turati per Grosseto-Reggina. Per Novara-Siena 2-2 dovrebbe aver confermato un accordo tra le squadre dopo che a Cremona aveva dichiarato: "Ci fu un contatto tra Vitiello del Siena e Drascek del Novara che avvenne nell'albergo che ospitava noi del Siena. Io li ho visti parlare".

Anche alla Procura federale, Carobbio dovrebbe aver parlato degli 'Zingari' e del loro sistema utilizzato per convincere i giocatori a 'combinare' le partite in base a 'under' e 'over'. Un'audizione fiume, che ha battuto di gran lunga quella di Cremona e durata 'solo' quattro ore e mezza.

Intanto, un altro degli indagati della Procura di Bari ha chiesto di parlare: è Daniele Portanova, il quale nonostante la disponibilità espressa non è stato chiamato dai magistrati. E allora, tramite il suo legale Gabriele Bordoni, si è rivolto al procuratore federale Palazzi "in modo da consentirci, in una sede istituzionale, di spiegare le cose che dobbiamo spiegare".

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