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Carobbio ha fatto il nome del senese Vitiello e di Drascek, che allora giocava per il Novara. Stando a Gervasoni, ci fu una doppia 'vendita' per il match di Bergamo...

L'inchiesta di Cremona su 'Scommessopoli' sta partorendo nuovi giocatori e nuove partite sospettate di combine. Filippo Carobbio dello Spezia, uomo-chiave nei rapporti tra gli 'zingari' e i calciatori coinvolti, ha tirato in ballo il match Siena-Novara del maggio 2011, terminato con il risultato di 2-2. A partecipare alla truffa, secondo le nuove rivelazioni, anche il senese Vitiello e il novarese Drascek, poi passato al Feralpi Salò.

Gli 'zingari' volevano un risultato diverso dal pari o un pari con over. Carobbio, in quell'occasione, si fece da parte, ma assicura che "ci fu un contatto tra Vitiello del Siena e Drascek del Novara, che avvenne nell’albergo che ospitava noi del Siena. Io li ho visti parlare", si legge su 'La Stampa'. Gli investigatori sospettano che l'associazione abbia cercato pure di comprare intere squadre, ma per ora non ci sono conferme.

L'uomo chiave è Gegic, il più attivo del clan assieme a Ilievski. Agli atti c'è un interrogatorio del 2 settembre condotto dalla Procura di Lugano: è la prima volta che saltano fuori dichiarazioni del capo degli 'zingari'. "A Cremona - riporta il Corriere della Sera - a più riprese ho espresso la mia piena disponibilità a essere sentito per fare chiarezza. Sono un calciatore, il calcio mi ha dato tanto e non rovinerei di certo la mia reputazione con certe storie".

A proposito dei continui versamenti di migliaia di euro sul suo conto corrente, risponde così: "Io e i miei familiari siamo capaci di vivere con un'austerità che forse non è così usuale per gli svizzeri. Ci accontentiamo di poco". Sulle scommesse: "Gioco al massimo 100-200 euro. Non sono né membro né capo di un fantomatico clan degli zingari, un'invenzione degli italiani. Mi è capitato di raccogliere soldi di amici per scommettere assieme su partite, ma escludo di aver ricevuto o versato soldi per truccarle".

Pare, invece, che lo stesso Gegic sia legato a un esponente della mafia turca, "già presidente dell'Istanbulspor, squadra in cui Gegic ha militato", come si legge in un documento allegato. Non solo; secondo la polizia tedesca, il n.1 degli 'zingari' sarebbe in contatto con "il noto boss della mafia del Montenegro Branislav Micuninovic, ricercato in campo internazionale".

Carlo Gervasoni, il cui apporto è stato fondamentale per fare luce su tante combines, ha rivelato anche una curiosità, e cioè che la famigerata Atalanta-Piacenza fu venduta due volte. La prima agli 'zingari' e la seconda ad un'altra organizzazione, che faceva capo a Rickler e ai fratelli Cossato.

"Rickler mi disse che c'era la possibilità di prendere dei soldi per perdere la partita, io gli dissi di no. Poi con il fatto che me lo chiedevano anche Gegic e compagnia... Lui venne con i fratelli Cossato. Praticamente abbiamo venduto la stessa cosa a due gruppi". Solo Gegic, però, provvide al pagamento, al contrario dei Cossato, che riferirono di avere "i conti bloccati".

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