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Il difensore, appena passato al Chievo, si difende dall'accusa di aver intascato soldi per la presunta combine di Lazio-Genoa, assieme a Milanetto.

Dario Dainelli, come altri colleghi, è finito nella bufera 'Scommessopoli'. In particolare, l'ex-difensore rossoblù, fresco di trasferimento al Chievo, è accusato di aver 'taroccato' l'incontro Lazio-Genoa assieme a Omar Milanetto. I due, secondo l'accusa, avrebbero ricevuto dei soldi per la combine dalle mani del latitante Ilievski, in un hotel di Milano.

"Ero lì con i miei amici, era il giorno del mio addio al celibato - è la difesa di Dainelli, ai microfoni del Secolo XIX - Perché mi accusano di aver preso dei soldi da persone che neppure conosco? Io non ho mai preso soldi per combinare una partita, lo giuro, dovete credermi".

La magistratura, sottolinea, non gli ha ancora notificato alcunchè: "Ero sereno, perché ora sento cadermi addosso tutte queste accuse e per me è una situazione terribile. Io non ho fatto nulla, voglio spiegare tutto prima possibile", conclude, trattenendo a stento le lacrime.

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