L’Opinione - Lettera aperta a Marcello Lippi: Mister, le è rimasto solo il CARRO DELLA VERGOGNA

Il CT della Nazionale sul banco degli imputati.
Pietosi. Vergognosi. Imbarazzanti. L’Italia ha toccato il fondo. Peggio di così non poteva andare. Fare due punti in un girone che definire facile è un eufemismo è qualcosa di penoso. Soprattutto per i campioni del mondo. Aveva detto che ci sarebbe stato spazio per le critiche, questo è il momento giusto. E se ci saranno delle critiche non è, caro Lippi, perché ai giornalisti piace farlo, ma perché tutti noi, da italiani, oggi siamo davvero delusi.

Se tutti, o quasi, chiedevano Cassano, Balotelli, Cossu, Giuseppe Rossi, non era perché avessero deciso di intraprendere una battaglia contro di lei, ma semplicemente perché volevano il bene dell’Italia, desideravano che gli Azzurri disputassero un Mondiale almeno dignitoso. Chiunque si era accorto che all’Italia mancasse un giocatore in grado di saltare l’uomo, in grado di fare la differenza, in grado di fornire l’ultimo passaggio. Tutti. Tranne lei. Ma sarebbe futile parlare solo delle convocazioni o delle mancate convocazioni, perché per sconfiggere la Nuova Zelanda o la Slovacchia sarebbe bastato semplicemente giocare un buon calcio, senza strafare. Neppure quello. Una squadra senza idee, senza gioco, senza attributi. Una squadra incapace di costruire un’azione degna di nota, una squadra incapace di fare un triangolo. Una squadra che non è stata neanche squadra. Aveva detto che l’Italia avrebbe puntato sulla grinta, sul gruppo. Ma con la Slovacchia abbiamo visto dei giocatori spaesati, avviliti e avvilenti. E la colpa non è solo loro, caro Lippi.

Cosa può fare Marchisio se alla Juve gioca in un ruolo, in Nazionale viene inspiegabilmente schierato in un altro? Perché schierare giocatori fuori ruolo, perché insistere a far giocare un Gilardino in evidente difficoltà o uno Iaquinta inguardabile? Perché insistere sul blocco Juventus quando la delusione di questa stagione è stata proprio la Juventus? Aveva detto di avere le idee chiare, ci ha preso in giro. Ci ha preso in giro preferendo Camoranesi a Cossu, preferendo un 37enne come Cannavaro a Bonucci, schierando una squadra morta e senza personalità. Cosa deve fare un italiano oggi? Deve essere contento perché rispetto alla Francia almeno è uscito con dignità? O deve essere arrabbiato con un allenatore che forse il più grande errore lo ha fatto ritornando alla guida della Nazionale? Cosa poteva fare di più, Lippi, dopo aver vinto un Mondiale come quello del 2006? Glielo chiediamo sapendo che questa Italia non avrebbe mai rivinto il Mondiale. Non crediamo che questa squadra avrebbe potuto bissare il successo di Berlino, ma con due o tre giocatori che lei ha lasciato a casa, crediamo che forse saremmo riusciti a divertirci un po’ di più. Perché gli italiani non si sono divertiti. Gli italiani si sono vergognati.

Il minimo che poteva fare era assumersi le responsabilità di questa clamorosa debacle. Dopo aver sbagliato le convocazioni, almeno poteva schierare una squadra decente. Non lo ha fatto. E caro Lippi, pensi, la dea bendata ci aveva sorriso nuovamente: passando il girone come primi avremmo incontrato il Giappone agli ottavi e una tra Svizzera e Portogallo ai quarti. Insomma, potevamo tranquillamente approdare in semifinale. Ma sono discorsi che ormai non hanno senso. L’Italia, quella vera, avrebbe potuto vincere il girone e arrivare a giocarsi la semifinale. Non questa Italia. Non quella che abbiamo visto con la Slovacchia. Sembrava una partita tra dilettanti. E l’emblema di questo Mondiale è la convinzione che sia stato meglio perdere oggi, piuttosto che fare una figuraccia con l’Olanda. Capisce come ci ha ridotti? Ci ha ridotti a sperare di non passare il turno per non collezionare una figuraccia agli ottavi di finale. E la cosa più grave che ha fatto sa qual è? Causare il disamore di molti nei confronti degli Azzurri. Bastava poco per fare bella figura. Invece torniamo a casa tristi e preoccupati per un futuro che non si annuncia roseo. Torniamo a casa da ultimi nel girone.

Forse questa sconfitta del calcio italiano servirà a farle fare un bagno di umiltà e a convincerla che a casa ha lasciato dei giocatori che non saranno fenomeni ma ci avrebbero evitato di vedere all’opera giocatori vecchi e giocatori troppo immaturi per reggere la pressione di un Mondiale. Sappia che nessuno ce l’aveva con lei a prescindere: oggi il minimo che lei e i giocatori possiate fare, è scusarvi con l’Italia e con quei tifosi che vi hanno seguito in Sudafrica. 2006-2010, dalle stelle alle stalle. Ma per fortuna è finita. Ora l’Italia ripartirà senza la scomoda etichetta “Campioni del Mondo” e soprattutto con un allenatore che saprà scegliere senza essere condizionato. Aveva fatto una cosa giusta, Lippi, lasciando l’incarico dopo il 2006, ci aveva fatto vincere e di questo le siamo e le saremo sempre grati. Ma c’era davvero bisogno di questo scivolone? C’era davvero bisogno di trattare con arroganza e antipatia persone che in fondo facevano solo il loro lavoro? C’era davvero bisogno di mettere le mani avanti dicendo a molti di non salire sul carro dei vincitori in caso di vittoria? Altro che carro dei vincitori, è rimasto solo il carro della vergogna.

L’unica speranza è che tutti, lei compreso, salgano su questo carro per poi scendere e non salire più. E la grande speranza, che è ormai l’unica cosa che rimane, è che su un carro tutto nuovo i giocatori salgano non in base alle simpatie, ma all’ipotetico contributo che possano realmente dare alla squadra. Se le scelte fossero state fatte in questo modo, probabilmente, oggi saremmo qui a parlare di una Italia se non altro decorosa. Invece, umiliati, ci troviamo a dover smaltire una delusione che solo un nuovo ciclo potrà cancellare. Questo ciclo qui, è finito. Ed è finito nel modo peggiore possibile.
 
Niccolò Faccini