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Il suo compagno di squadra Iniesta, votato miglior giocatore di Euro 2012, non pensa al Pallone d'Oro: "Io gioco per essere felice, non penso ai trofei né a chi segna".

La Spagna ha festeggiato ieri per le vie del centro di Madrid il secondo titolo di campione d’Europa consecutivo. La ‘fame’ delle Furie Rosse non sembra però attenuarsi, e ora già si pensa al prossimo prestigioso obiettivo: confermarsi campioni del mondo in Brasile, in un continente Sudamericano dove fino ad oggi nessuna Europea ha mai vinto, come trapela dalle parole di Fabregas alla ‘Gazzetta dello Sport’.

“C’era gente che pensava fossimo in calo dopo la vittoria nel Mondiale. – ha detto il giocatore del BarcellonaAppagati per aver conquistato un titolo che alla Spagna era sempre sfuggito. E invece no. In molti pensavano che potessimo alzare il piede dall'acceleratore dopo la doppietta Euro-Mondiale ma non è stato così. E secondo me non lo sarà neanche in futuro. Abbiamo fatto qualcosa che nella storia del calcio non si era mai visto, ora cercheremo nuove sfide. Sbaglio o nessuna squadra europea ha mai vinto un Mondiale in Sudamerica?”.

In questo Europeo Fabregas ha dovuto disimpegnarsi come finto centravanti, in un ruolo nuovo per lui. “È stata un’esperienza nuova, – ha spiegato – il mio primo grande torneo in quella posizione. Diciamo che l'inizio è stato complicato, però col passare del tempo mi sono trovato sempre più a mio agio, mi sono abituato e contro l'Italia penso di aver fatto la mia miglior partita. Cosa che mi rende decisamente orgoglioso. La duttilità tattica è una qualità che mi piace”.

Infine alcune considerazioni sullo stile di gioco che sta alla base dei successi delle Furie Rosse: “Crediamo in ciò che facciamo e le vittorie ci danno ragione. – ha sottolineato – Questo è lo stile che fa per noi: non possiamo mica giocare con palle lunghe quando in campo ci siamo io, Iniesta, Xavi, Silva... Nessuno di noi è forte abbastanza per controllare lanci o traversoni. E allora dobbiamo giocare quel calcio associativo che ci piace tanto. Non è il triplete a renderci orgogliosi, quanto il modo nel quale l'abbiamo ottenuto”.

Il suo compagno di squadra, Andrés Iniesta, è stato votato come miglior calciatore di Euro 2012, e ora è un serio pretendente per il Pallone d’Oro. “Io non gioco per portarmi a casa Palloni d'Oro, io gioco per essere felice. – ha assicurato – Allo stesso modo non m'interessa chi segna, io sono uno del gruppo. Se poi la gente apprezza ciò che faccio, meglio. Perché vuol dire che sto dando il mio contributo al gruppo. Io non ho mai pensato di poter vivere un'esperienza così. Volevo solo divertirmi col calcio. E il pensiero è ancora lo stesso”.

Il blaugrana poi tornato sulla finalissima contro l’Italia. “È stata una gara molto complicata – ha detto – e così doveva essere, perché era una finale ed era contro una grande squadra». Andres Iniesta non ha dubbi: «Abbiamo giocato con buona velocità, muovendo bene la palla. Siamo stati aggressivi, pressando sulla loro trequarti per recuperare la palla e attaccare di nuovo in maniera rapida, senza concedere tregua. Da parte nostra è stata una partita giocata molto, molto bene”.

Iniesta si ritiene fortunato a giocare con un gruppo di grandi campioni e ora sogna altri trionfi. “Mi sento orgoglioso di far parte di questo gruppo di giocatori, di questa storia, di questo lungo, felice, impressionante momento calcistico. E voglio godermelo, con la gente. Tutti vogliono vincere, posso assicurare che è una cosa molto, molto piacevole. Forse quello che risulta meno chiaro è quanto sia complicato. Molto. I prossimi appuntamenti li affronteremo come nuove grandi sfide, esattamente come abbiamo fatto per questo Europeo”.

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