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ESCLUSIVA - L'ex centrocampista, finalista a Euro 2000, volge lo sguardo al futuro: "Bisognerà lavorare tanto sui giovani, i club dovranno avere più coraggio nel lanciarli".

Nonostante un secondo posto sicuramente prestigioso, l'Italia di Prandelli ha salutato Euro 2012 nel peggior modo possibile: crollando di schianto in finale contro la Spagna campione in carica, che ha saputo riconfermarsi con merito 'regina' del Vecchio Continente.

Per analizzare l'Europeo degli azzurri e la finale di Kiev, Goal.com Italia ha intervistato in esclusiva Stefano Fiore, ex centrocampista azzurro, che nel 2000 giocò la finalissima di Rotterdam, persa contro la Francia per un golden goal dell'ex bianconero David Trezeguet.

Stefano, l'Europeo degli azzurri si è chiuso male con una pesante sconfitta per 4-0 contro la Spagna. Quali sono le tue valutazioni sulla partita di Kiev all'indomani della finale? "C'è poco da dire, il risultato è stato netto nel punteggio e nell'andamento della partita. Abbiamo poco da recriminare. Meglio aver perso comunque contro una squadra superiore, che avere il rimpianto di aver perso contro una squadra alla nostra portata".

Meglio perdere nettamente 4-0, oppure perdere di misura, come è successo a te nel 2000 in quell'incredibile finale contro la Francia? "Sicuramente perdere una finale è sempre doloroso, ma forse è meglio perdere per 4-0. Noi quell'Europeo l'avevamo vinto, perderlo è stata una delusione incredibile, mentre ieri l'Italia si può dire che non sia stata mai in partita".

Secondo te si poteva/doveva fare di più, oppure la Spagna è davvero troppo forte per quest'Italia? "Probabilmente con una gestione diversa degli uomini a disposizione, e una formazione iniziale differente, il passivo avrebbe potuto essere diverso. Ma con i se e con i ma non si fa la storia. La verità è che loro sono stati superiori in maniera eclatante, rispetto non solo all'Italia, ma a tutte le altre Nazionali partecipanti all'Europeo. A posteriori forse qualche scelta sarebbe stato meglio non farla, ma sulla vittoria della Spagna non possiamo dir nulla".

Hai parlato di scelte tecniche che potevano essere diverse. Ti chiedo: sotto il profilo tattico si poteva fare qualcosa di più? "Sicuramente la Spagna è un po' come il Barcellona, ha un gioco collaudato e difficile da contrastare. Qualche adattamento lo devi fare. Forse Prandelli, venendo da due buone partite, in particolare da una molto buona contro la Germania, non se l'è sentita di variare la disposizione in campo degli azzurri. Ma la Spagna ha un gioco diverso da tutte le altre, qualche adattamento, negli uomini e nell'atteggiamento tattico, avrebbe dovuto esserci".

Resta comunque un importante secondo posto. Considerato da dove si era partiti, che voto dai all'Europeo di Prandelli e della squadra azzurra? "Sicuramente li do un voto alto. L'epilogo lascia un po' di amarezza, perché si poteva perdere in maniera diversa e giocare diversamente, ma il voto che do è senza dubbio alto. Il secondo posto dev'essere un punto di partenza per avvicinarci alla Spagna. Bisognerà lavorare molto sui giovani e i club dovranno avere il coraggio di lanciarli più spesso in prima squadra".

Con la sconfitta di ieri Pirlo rischia di veder sfumare le possibilità di vincere il Pallone d'Oro. Come valuti l'Europeo del centrocampista della Juve? "Pirlo rimane fra i più bravi in assoluto, sicuramente è il più bravo in Italia nel suo ruolo. Ha dimostrato di avere risorse incredibili, ma non sempre puoi fare la differenza. In futuro serviranno altri campioni da affiancarli, e si dovrà far tesoro di quanto successo a Kiev. Il problema è stato che la Spagna di 'Pirlo' ne ha diversi, e se anche uno di loro non gira, ce ne sono altri che possono sostituirlo nel modo migliore".

Ora si inizia già a guardare alle prossime Qualificazioni Mondiali. Guardando al gruppo di Prandelli, chi resterà secondo te, e chi invece andrà via nella strada verso il Brasile? "Ritengo che questo gruppo sarà riconfermato quasi in toto, credo che ci sia tanta voglia di rivincita da parte di tutti dopo questo 4-0. Occorrerà più che altro che il ct metta qualcuno dietro ai titolari, che crei un gruppo di giocatori omogeneo in cui tutti siano più o meno sostituibili perché allo stesso livello. Bisognerà lanciare dei giovani, mentre altri probabilmente matureranno in questi anni".

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