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Euro 2012 ci lascia in eredità un Mario Balotelli finalmente decisivo anche in Nazionale ad altissimi livelli: le speranze del futuro sono affidate al suo talento.

2 Luglio 2006. L'Italia si accinge a vivere una delle pagine più esaltanti della sua lunga storia calcistica. Travolta dallo scandalo di "Calciopoli" bersagliata da mille critiche, la nazionale di Lippi raggiunge le semifinali di un torneo che avrebbe inaspettatamente, ma meritatamente conquistato nella magica notte di Berlino. Nello stesso periodo un giovanissimo Mario Balotelli aveva già conquistato un record, il primo di una lunga serie, essendo l'Italiano più giovane di sempre ad esordire in Serie C.

Nulla di trascendentale, se non fosse che nella stessa estate gli viene offerto un provino dal Barcellona e viene successivamente ingaggiato dall'Inter. E' così che prende il via la straordinaria parabola dell'Eroe indiscusso dell'Europeo Azzurro.

2 Luglio 2012. Mario Balotelli ne ha fatta di strada, ancora ventunenne ha già un palmares di prestigio, con svariati cmpionati e coppe nazionali, ha segnato oltre 50 goal in carriera, ma ha anche fatto parlare di se nel bene e nel male per innumerevoli fatti extracalcistici. In un certo senso ha sempre avuto i riflettori addosso, litigando con Mancini e Mourinho, beccandosi calci da Totti ed insulti anche di stampo razzista in vari campi di serie A. Ha lottato per una maglia con gente del calibro di Eto'o e Milito, Tevez e Dzeko. Una carriera già incredibilmente ricca di sfumature a cui mancava una sola tonalità: l'Azzurro.

Abbiamo una lunga serie di campioni del passato tanto grandi nei club quanto impalpabili con la nazionale, basti pensare ai vari Mancini, Vialli, Montella. In Italia si può diventare eroe nazionale solamente facendo bene con la maglia azzurra, chi meglio di Fabio Grosso potrebbe testimoniare. Ed oggi possiamo dire che il giovane Mario abbia centrato l'obiettivo anche in largo anticipo rispetto a molti dei suoi colleghi, anche se l'Europeo è sfumato in finale in una notte senza acuti.


Il vero Balotelli è quello
visto con la Germania,
autentico trascinatore
Ammettiamolo, chi di noi non ha sempre mantenuto più di un dubbio su Balotelli? A volte per la sua indolenza in campo, a volte per la sua esuberanza fuori, chi di noi non avrebbe preferito a volte Pazzini, a volte Matri, altre Osvaldo? Eppure Supermario in queste settimane europee ha smentito tutti, persino i compagni di squadra con il suo comportamento. Non un gesto sopra le righe, non un comportamento sbagliato in campo. Si è molto discusso del diverbio con De Rossi durante Italia-Inghilterra, ma chiunque sa che episodi del genere accadono quotidianamente negli spogliatoi e sono sintomo di una tensione positiva che ti porta a dare sempre tutto te stesso.

Questo è il Mario Balotelli azzurro, un ragazzo giovane ed affamato, quanto a volte ingenuo e spontaneo, in fin dei conti come ogni ragazzo ventenne di questa generazione. L'attaccante lento che, indeciso sul da farsi, si fa rimontare da Sergio Ramos; ma anche il fenomeno che lascia di stucco una difesa considerata fre le più solide al mondo, come quella tedesca. Ma Balotelli è molto altro, un ragazzo pieno di vita che si è divertito e ci ha divertito fin dalla foto ufficiale, quando faceva infuriare Thiago Motta con le sue marachelle, oppure quando immortalato dalle telecamere era l'unico a non fare le flessioni. Un ragazzo sensibile e con valori genuini, come il suo grande attaccamento alla famiglia. Il suo abbraccio alla mamma durante Italia Germania è quanto di più bello si possa vedere su un campo di calcio. Nonostante tutto, Mario ha ancora una miriade di critici ed oppositori che non lo ritengono affidabile e decisivo.

Tutti quelli che dopo le prime due partite lo accusavano di non essere cattivo e decisivo, di essere ancora inesperto, dovrebbero riguardare bene quegli incontri in modo da rivalutare le prestazioni di un attaccante in grado di tenere da solo in apprensione la difesa dei campioni del mondo. L'Italia che puntualmente calava nei 30 minuti finali, che faticava ad uscire ed a tenere palla non poteva prescindere dalla presenza di Balotelli. Queste persone dovrebbero riflettere sulla continua fiducia mostrata a Mario dagli allenatori,

Dai sorrisi alle lacrime:
Mario ha dimostrato di
sentire tanto l'azzurro
che in un modo o nell'altro lo ritengono sempre una pedina fondamentale. Così era per Mancini già ai tempi dell'Inter, così è stato per Prandelli nel biennio appena trascorso. Fin dal suo primo giorno a Coverciano, il tecnico di Orzinuovi aveva deciso di puntare ad occhi chiusi su Balotelli, ed è stato ampiamnete ripagato.

Il goal con l'Irlanda del Trap è forse il più bello di Euro 2012, la prestazione contro l'Inghilterra è stata fra le sue migliori, condita da uno dei rigori della serie finale. La gara con la Germania è entrata di diritto nella storia italica, proiettando Supermario in una nuova dimensione. Un campione che in quanto tale ha saputo farsi attendere per poi esplodere fragorosamente nella serata più adatta, un calciatore in grado di mantenere un altissimo livello malgrado tutte le aspettative gravassero sulle sue spalle. La sua esultanza contro i tedeschi e le lacrime dopo la finale hanno tolto anche gli ultimi dubbi, specialmente ai suoi detrattori: Mario sa provare emozioni e si sente fiero di difendere i colori azzurri.

Ora si aprono scenari del tutto inaspettati, perchè Balotelli ha dimostrato di poter caricarsi il peso di questa Nazionale sulle spalle. Oggi non sembra azzardato affermare che ci troviamo davanti ad un calciatore destinato a scrivere pagine importanti della storia del calcio italiano. L'età gioca decisamente a suo favore e forse il suo sogno, diventare il più forte di tutti, oggi è un po' meno irrealizzabile.

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