Editoriale - Non sparate sulla croce... azzurra: la finale non può cancellare un grande Europeo, questa Italia ha un futuro

Il tonfo contro la Spagna fa male, ma non va dimenticato il percorso fatto fino a Kiev: l'Italia ha ritrovato antiche certezze e ne ha scoperte di nuove.
Sono stati più bravi, hanno meritato e allora complimenti agli spagnoli, giù il cappello a una delle nazionali più forti della storia. I migliori d’Europa sono sempre loro, ma questa Italia, quella vista in questi 21 giorni in Polonia e Ucraina, ha un futuro roseo davanti a sé.

E' piaciuta per il gioco e il cuore messo in campo nel torneo e una notte da incubo, anche se la più importante, non può cancellare tutto ciò di buono che si è visto. Non bisogna, infatti, dimenticare che solo due anni fa la nostra Nazionale venne umiliata ai Mondiali in Sudafrica, ultima in un girone con Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda, quindi subito a casa. Alzi la mano su chi avrebbe scommesso in una pronta rinascita…

Da una delle pagine più brutte della nostra storia si è passati a una favola a cui è mancato solo il lieto fine, ma pur sempre una favola rimane. In questo torneo abbiamo assistito, non senza un certo stupore, a un cambiamento di mentalità, la filosofia del ‘primo non prenderle’ è finita in soffitta e lasciato posto al coraggio e alla voglia di imporre il proprio gioco.

Abbiamo anche scoperto una duttilità finora sconosciuta, con l’utilizzo della difesa a tre e a quattro. All’Inghilterra abbiamo lasciato il ‘catenaccio’ che storicamente ci appartiene, contro la Germania la gara-capolavoro, che probabilmente ci è poi costata la figuraccia contro la Spagna.


Prandelli ha ottenuto il
massimo dal gruppo, ha ridato dignità all'Italia
Prandelli è stato bravo a ottenere il massimo da questo gruppo (perfetta la gestione di Cassano e Balotelli) e a ridare dignità a un ambiente depresso dopo il Lippi-bis. Ha lavorato bene, ha ancora voglia di farlo e la base su cui lavorare per l’appuntamento iridato in Brasile tra due anni c’è ed è buona: l’asse Buffon-Chiellini-De Rossi-Balotelli è una dorsale di tutto rispetto dalla quale ripartire.

Se a questo gruppo cominciassimo ad aggiungere il miglior Ranocchia e l’infortunato Giuseppe Rossi, ecco che il c.t. avrebbe due frecce in più da scagliare contro l’agguerrita concorrenza. Bisogna essere bravi a non gettare alle ortiche quanto di buono fatto (tanto) e correggere ciò che non è andato.

In primo luogo non sarebbe male concretizzare meglio le tante occasioni create, un po’ come hanno fatto le Furie Rosse ieri sera contro di noi: cinque tiri nello specchio e quattro gol, è così che si vincono le partite e i grandi tornei. La Spagna non è poi così lontana, anche se la notte di Kiev sembra dire il contrario.

L’importante, ora, è non sparare sulla croce rossa… pardon, azzurra.