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Dopo 120 minuti molto tirati, sono i rigori a stabilire la finalista. Un grande Portogallo contiene una modesta Spagna ma si fa beffare dagli undici metri.

Alla fine la prima finalista è quella che tutti si aspettavano, la Spagna, detentrice del trofeo e grande favorita. Tutto secondo copione? Non proprio, in mezzo ci sono stati 120 minuti di grande Portogallo. Interprete di una prova semplicemente perfetta in fase difensiva, la squadra di Bento esce con rammarico da Euro 2012, nuovamente sconfitta dai cugini iberici, giustizieri anche due anni fa ai mondiali sudafricani.

Un'ingiustizia, come esclamava Cristiano Ronaldo a fine partita? In parte viene da dire di sì, ma questa Spagna era da sconfiggere prima del minuto 120 e forse mai come ieri sarebbe stato possibile.

Che la Spagna non sia la maestosa compagine del doppio titolo 2008-2010 era parso chiaro fin dall'esordio contro gli Azzurri di Prandelli. Salvo una goleada contro la malcapitata Irlanda, gli iberici avevano faticato in tutte le partite, mostando una manovra sterile e noiosa. Nella semifinale di ieri i lusitani hanno messo pienamente in evidenza questo aspetto chiudendo con grinta tutti gli spazi grazie ad una grandissima prova collettiva.

Impeccabili i centrali di difesa, inesauribili i terzini e grande sacrificio di tutti gli altri, compresi gli avanti Ronaldo, Nani e Hugo Almeida. A tratti sembrava che i rossoverdi fossero in totale controllo di un match in cui gli avversari non riuscivano a rendersi mai pericolosi. Si era vicini a sciogliere l'incantesimo che
vede la Spagna imperforabile negli scontri ad eliminazione diretta addirittura da Germania 2006. Ma si sa, la coperta è corta, così lo sfavillante gioco offensivo delle ultime uscite è stato totalmente sacrificato e di occasioni per Ronaldo & Co. se ne sono viste con il contagocce.

Il finale in calando dei lusitani lasciava intuire quanto difficile sia giocare, e farlo bene, contro la Spagna campione di tutto. Una partita a ritmi lenti si è protratta fino ai penalties, ma le occasioni più limpide dei supplementari sono state di marca "roja". Insomma, una partita dalla duplice lettura in cui mi sento di sottolineare come il Portogallo abbia perso una chance forse irripetibile.

La squadra si è confermata grande, degna del podio Europeo. A ben vedere gli elementi sono di ottimo valore, il gioco è andato in crescendo a partire dall'infelice campagna di amichevoli pre Europeo. Si poteva e si doveva ottenere di più nell'anno di grazia di Cristiano Ronaldo, poichè in futuro il fuoriclasse difficilmente potrà confermarsi sui livelli di questo 2012 e trascinare nuovamente la squadra da solo. Il futuro resta dunque una grossa incognita mentre il presente lascia una serie di grossi rimpianti.

La gestione dei rigori fa riflettere. Era davvero necessario lasciare Ronaldo come ultimo tiratore? Era davvero necessario richiamare Bruno Alves prima del rigore e riproporlo subito dopo? Era lecito credere che il difensore dello Zenit potesse perdere concentrazione e sicurezza sbagliando, di fatto, il rigore decisivo. Il dubbio su come sarebbe andata con una gestione della lotteria dei rigori più logica rimane, e sono sicuro che anche Paulo Bento ci ripenserà a lungo.

E' così che i lusitani si congedano da un torneo che li ha visti comunque esprimere un buon calcio, con un buon collettivo guidato da un Ronaldo in versione diesel. Lento, moscio ed impacciato nelle prime due gare. Leader, goleador e fuoriclasse indiscusso nelle sfide contro Olanda e Repubblica Ceca.

Anche per lui la competizione si chiude con un grande punto interrogativo: il suo Europeo a metà sarà sufficiente per garantirgli il Pallone d'oro? E' possibile che la mancanza di un acuto nella sfida di ieri possa rivelarsi decisivo. Oltre al rivale numero uno Lionel Messi, crescono infatti le quotazioni di giocatori come Drogba, Pirlo ed altri che possono ancora aspirare alla vittoria della competizione europea.

Volendo fare un bilancio sulla storia recente, restano comunque molte le note positive per la squadra portoghese. Una buona regolarità di prestazioni, seppur con qualche tonfo, ha permesso ai lusitani di imporsi nell'elite del calcio mondiale con buoni piazzamenti nelle ultime competizioni. Restano dure da digerire le occasioni sprecate, su tutte l'Europeo gettato via davanti ai propri tifosi.

L'impressione è che trovare un nuovo leader come Ronaldo sarà difficile, ma le giocate del capitano saranno ancora molto preziose nel futuro prossimo, per una squadra che ha un'ottima rosa di base su cui costruire il prossimo ciclo, sperando finalmente di centrare un obiettivo. Magari evitando per una volta lo scontro con i vicini di casa...

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