Il ct delle Furie Rosse ha sottolineato che i suoi non hanno brillato come al solito e ha confessato i suoi timori sul 'cucchiaino' di Ramos. Nessuna preferenza per la finale...
C'è voluta la lotteria dei rigori per spedire in finale la Spagna, bloccata da un Portogallo rivelatosi più ostico del previsto. A fine gara il ct Vicente Del Bosque esterna la sua soddisfazione, pur nella consapevolezza che i suoi non sono stati giganteschi come al solito."Siamo felici, abbiamo fatto uno sforzo straordinario in una gara molto equilibrata nei 90 minuti. Abbiamo fatto meglio noi nei supplementari", ha detto ai microfoni di TeleCinco.
A suo avviso, "è stata una partita tattica, molto lenta. Siamo felici perchè abbiamo giocatori fantastici, anche dopo una stagione durissima, hanno dato tutto".
Nessuna tremarella sui calci di rigore: "Tutti si sono offerti di batterli. Cesc (Fabregas, ndr) è stato il secondo, ma ha chiesto di battere per quinto. Non abbbiamo dovuto discutere molto su questo...".
Questa la sua analisi della partita: "Possiamo dire che non abbiamo giocato molto bene, ma siamo stati grandi in fase difensiva, con i quattro difensori e i due centrocampisti a protezione della difesa. Siamo cresciuti con gli ingressi di Navas e Pedro. Il cucchiaio di Sergio Ramos? Ci ha messo un po' di paura, ma lui era fiducioso. Il portiere ha scelto uno dei lati e quella di Sergio, alla fine, è stata una buona scelta".
Ora la finalissima di Kiev: "Germania o Italia? E' lo stesso, dovremo preoccuparci solo di noi stessi".

