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Il centrocampista di Caravaggio, schierato da trequartista contro l'Inghilterra, ha sfornato una buona prestazione, rigore a parte. I rossoneri gongolano per il suo acquisto...

Sarebbe fin troppo facile citare De Gregori – “Non è da un calcio di rigore che si giudica un giocatore” - per analizzare la partita di Riccardo Montolivo. Dopo la gara contro l’Inghilterra, abbiamo sentito giudizi contrastanti sulla prestazione dell’ex viola: sinceramente, nell’interpretazione del ruolo del “falso” trequartista, a noi è piaciuto.

Nel centrocampo di piedi buoni messo su da Prandelli – questa la vera “rivoluzione prandelliana” – si è mosso bene, ha dato qualità alla manovra, tocchi pregevoli sulla trequarti, ma anche quantità e copertura dietro, soprattutto quando Pirlo si sganciava e si attardava. “Prandelli schiera Thiago Motta o Montolivo trequartisti – ha detto di recente il mai banale Sconcerti - perché il nostro vero trequartista è Pirlo”.

Se ci pensate, è proprio così: il centrocampo azzurro è completo sotto ogni punto di vista, non lesina qualità (Pirlo, De Rossi, Marchisio e Montolivo o Thiago Motta sono tutti capaci di costruire gioco), ha corsa (soprattutto in De Rossi e Marchisio, con Nocerino alla bisogna) e non manca di quantità (pressing incessante di Marchisio, De Rossi e Nocerino, ripiegamenti di Montolivo e anche Pirlo si è scoperto “scivolatore” alla Nesta).


Il Milan ha messo a segno un bel colpo: ma Montolivo deve diventare grande
Con questa impostazione, il pallino può passare da De Rossi a Pirlo o da Marchisio (guardare il lancio per il taglio di Nocerino con stop e tiro al volo che se fosse entrato sarebbe caduto lo stadio) a Montolivo, con estrema facilità e rapidità. Quando Riccardo si è ritrovato al limite dell’area avversaria è sembrato tornare ai tempi dell’Atalanta, quando si divertiva a sfornare assist, da rifinitore vero: geniali alcuni tocchi al buio, “alla Totti”, come quelli per Cassano e Balotelli non sfruttati per questione di centimetri.

E’ vero, ha sbagliato un rigore che poteva costarci carissimo, ma nel complesso la sua prestazione è stata ben più che sufficiente. Per tradurre le parole in numeri, ci spingeremmo fino ad un “dal sei al sette”.  La gara a tutto campo contro l’Inghilterra apre squarci anche sul suo prossimo futuro milanista: Montolivo può tranquillamente fare sia il trequartista “alla Boateng” sia la mezzala “alla Nocerino”, ma potrebbe anche essere “reinventato” vertice basso alla Pirlo (esempio non casuale) del centrocampo rossonero. Ruolo che ha già interpretato in passato e che ha le qualità per fare, ma nel quale deve ancora acquisire sicurezza e tempi di gioco.

Insomma, il Milan si ritrova in casa “tre giocatori in uno”, per di più a costo zero. Un “acquisto” che – forse proprio perché a costo zero – è passato un po’ sotto silenzio e che invece potrebbe bissare quello – ottimo – di Nocerino l’anno scorso. Sempre che Riccardino decida che è finalmente arrivato il momento di diventare grande. Questo Europeo, per lui, potrebbe rappresentare un’iniezione di vitamina e una trasfusione di personalità…

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