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Hodgson e i suoi salutano mestamente Euro 2012 dopo 120 minuti di calcio passivo contro l'Italia di Prandelli. Stavolta non è bastato pensare a non prenderle...

Un totale fallimento. Quella ammirata, si fa per dire, a Euro 2012 è stata l’Inghilterra più deludente degli ultimi anni. Lenta, catenacciara, senza idee e gioco. Una squadra che è arrivata in Polonia e Ucraina con l’assillo di non far giocare l’avversario di turno: è successo contro la Francia, per lunghi tratti contro Svezia e Ucraina. Addirittua per 120 minuti nel big match contro l’Italia.

Troppo debole la squadra di Hodgson per ambire a qualcosa di veramente importante. Leggera soprattutto nell’anima, nel carattere, nella voglia di lottare fino alla fine. Valori che una volta si identificavano con il calcio inglese, e sono invece diventati improvvisamente italiani. Mentre ciò che è sempre stato un fattore tutto italiano, e cioè il catenaccio, ha cambiato improvvisamente bandiera, quella bianco e rossa.

Una rosa che ha a disposizione i vari Terry, Cole, Gerrrard, Milner, Walcott e Rooney, pur non essendo di primissimo livello, poteva e doveva di più. E non si dica che si è andati fuori soltanto ai rigori.

E’ stata pura casualità che l’Italia non abbia vinto nei 120’ di gioco, dove è stata capace di colpire due pali e costruire altre sei-sette palle gol nitide. Dato che testimonia come a Kiev sia venuta meno anche la solidità difensiva mostrata dagli inglesi nelle precedenti partite.


Hodgson colpevole del
fallimento: obsoleto il suo 4-4-2 abbottonato
Molte delle responsabilità di questo insuccesso sono di Roy Hodgson: Anche contro gli Azzurri, il ct britannico si è affidato a un ortodosso 4-4-2: tutti dietro la linea della palla ad aspettare l’avversario per poi cercare di sorprenderlo in contropiede.

L’idea ha funzionato per i primi venti minuti, quando Rooney e compagni hanno lavorato bene sugli esterni, procurando un paio di brividi a Buffon con Johnson e Welbeck. Poi più nulla fino ai rigori. Dove gli inglesi hanno rischiato seriamente di guadagnarsi la Germania.

Peccato per loro che Young e Cole non avevano fatto i conti con traversa e capitano azzurro. E forse anche con il dio del calcio che in questo Europeo ha deciso di abbandonare chi puntava tutto sul catenaccio: Grecia, Repubblica Ceca, Francia e, appunto, Inghilterra.

A noi va bene così. Bye bye England.

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