thumbnail Ciao,

Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, editorialista di Goal.com per Euro 2012, analizza il quarto di finale fra l'Italia di Prandelli e l'Inghilterra di Hodgson.

 Maurizio Compagnoni
Editorialista di Goal.com per Euro 2012
 

Il traguardo minimo (quarti di finale) è stato raggiunto ma - per quello che si è visto fin qui - gli azzurri possono fare di più. Con l'Inghilterra ce la giochiamo, con discrete possibilità di farcela. Certo, sarebbe stato meglio affrontare la Francia gestita in modo maldestro da Laurent Blanc (che delusione). Ma i francesi si sono fatti male con la Svezia e allora ecco gli inglesi, più forti di quello che sostenevano molti addetti ai lavori alla vigilia dell'Europeo, ma non forti al punto da considerare chiuso il pronostico. Che invece è aperto e regala alla nazionale il 50% di possibilità di farcela. Forse qualcosina in meno, ma siamo lì.

Rispetto all'ultima partita con l'Eire sono passati sei giorni. La condizione atletica dovrebbe essere cresciuta. E' un aspetto fondamentale contro una squadra 'fisica' come l'Inghilterra. Prandelli si affida al modulo che, almeno in questo periodo, predilige: il rombo. Resta il dubbio del trequartista, alimentato anche dalle condizioni non eccelse di Thiago Motta. Del resto in quel ruolo il ct ha pochissimo margine di manovra. Avesse portato Pepe avrebbe potuto abbozzare il tridente, così le scelte sono quasi obbligate.


Contro l'Inghilterra il pronostico è aperto, gli azzurri di Prandelli hanno il 50% di possibilità di farcela. Forse qualcosina in meno, ma siamo lì

La prestazione di Thiago Motta sarà fondamentale, ancor di più quella dei tre centrocampisti. Contro un avversario che gioca con due centrali (Parker e Gerrard), in mezzo possiamo avere la superiorità numerica. E' in quella zona del campo che possiamo vincere la partita. Contro l'Eire Pirlo ha fatto un piccolo passo indietro ma nelle prime due partite era stato superlativo. Marchisio è cresciuto dopo un avvio timido, De Rossi sente la sfida con il suo idolo Gerrard ed è particolarmente carico. Sono questi i tre giocatori che possono fare la differenza a nostro favore, anche perché Gerrard quando deve contenere non è un baluardo insuperabile. E Parker da solo non può fare miracoli. Marchisio e De Rossi potrebbero essere fondamentali anche negli inserimenti sotto porta, sfruttando l'abilità di Pirlo e Cassano nell'esaltare i movimenti senza palla.

Poi c'è l'attacco. Prandelli pare sia intenzionato a riproporre Balotelli titolare. E' una scelta coraggiosa, carica di rischi ma anche di prospettive esaltanti. Se l'attaccante del Manchester City dovesse esaltarsi per gli azzurri gli scenari diventerebbero accattivanti. Mario si troverà davanti un monumento come Terry, uno che ti può intimidire. Forse non Balotelli, che ha l'incoscienza giusta per sfidare il leader della difesa inglese. L'altro centrale -Lescott- non è insuperabile e Balotelli lo ha sfidato tante volte nelle partite infrasettimanali.


Per gli azzurri sarà fondamentale arginare Wayne Rooney, ovviamente il pericolo numero uno, e Theo Walcott se e quando dovesse entrare in campo

L'Inghilterra arriva a questa sfida con un discreto morale. La squadre era partita a fari spenti, raccogliendo pochissimo credito anche tra i propri sostenitori, in numero inferiore rispetto al solito. Ma è accaduto quello che, in realtà, era facilmente prevedibile. Senza la pressione del pronostico la nazionale inglese è cresciuta, quasi in punta di piedi. Gioca un calcio pragmatico, badando più alla difesa che all'attacco. Hodgson non ha inventato nulla ma non ha commesso errori. L'infortunio di Lampard, forse, gli ha risolto un problema. Perché lui e Steven G in nazionale si sono sempre pestati i piedi e con un gregario come Parker la squadra ha più equilibrio. Il ct inglese ha parlato di notte lunga, come se già preconizzasse i rigori dopo una partita a scacchi, con poche emozioni.

Per gli azzurri sarà fondamentale arginare Rooney, ovviamente il pericolo numero uno, e Theo Walcott se e quando dovesse entrare in campo. Ma lui, come Young, è più un attaccante esterno che un centrocampista. Ecco perché Prandelli potrebbe preferire uno come Walcott rispetto a Milner, che ha decisamente meno talento ma  stringe e aiuta di più i due centrali. Quelli che Pirlo, Marchisio, De Rossi e Thiago Motta potrebbero mettere in clamorosa difficoltà.

Sullo stesso argomento