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Il presidente Blatter non ha dubbi: inserire strumenti elettronici è una "necessità inderogabile". L'Uefa di Platini però non molla l'esperimento dei giudici di porta

Il giorno del giudizio si avvicina. Il 5 luglio, a Zurigo, la Fifa deciderà se introdurre o meno la tecnologia nel calcio. In ballo c’è anche la valutazione dei ‘cinque arbitri’ utilizzati all’Europeo su proposta dell’Uefa.

Il dibattito si è riacceso dopo il goal fantasma non assegnato all’Ucraina durante la partita contro l’Inghilterra. Il pallone aveva oltrepassato linea ma il giudice di porta, a due passi, non è stato in grado di convalidare la rete. Ora le probabilità che vengano introdotti sistemi elettronici, per evitare casi simili in futuro, è molto alta.

Il presidente della Fifa Joseph Blatter non ha dubbi. “La tecnologia nel calcio è una necessità inderogabile” ha dichiarato ieri. Farà di tutto per far passare la sua linea nel Board previsto per i primi giorni del prossimo mese. Sul tavolo della discussione anche l’autorizzazione di giocare con il velo per le donne medio-orientali e la composizione dell’Ifab, la commissione incaricata di valutare le regole del gioco.

Il numero uno dell’Uefa Michel Platini invece resta contrario all’uso della tecnologia. Nonostante l’errore grossolano durante la gara di martedì, proporrà all’organizzazione internazionale di mantenere i cinque arbitri nelle competizioni internazionali. Non è da escludere una convivenza tra la proposta di Blatter e quella dell’ex stella della Juventus.

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