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Gli azzurri lasciano 'carta bianca' alla Federcalcio per eventuali premi, senza trattare, e si impegnano a devolvere parte dei bonus alle popolazioni terremotate.

L’Italia si prepara alla sfida con l’Inghilterra in un clima di serenità e spinta dall’orgoglio ritrovato grazie alla vittoria contro l’Irlanda. E gli Azzurri non potevano approcciarsi meglio a questa sfida, e non solo da un punto di vista tecnico-tattico. La notizia è trapelata ieri, piuttosto sottotono, come probabilmente nei desideri dei protagonisti. Anzi, forse, fosse stato per loro, questo era una di quegli spifferi da non far uscire dallo “spogliatoio”.

Insomma, il gruppo avrebbe preferito non dare pubblicità ad un’iniziativa che, invece, soprattutto in questo momento, a nostro parere merita di essere celebrata.

La Nazionale ha scelto di abbandonare il tavolo delle trattative per i premi in caso di vittoria dell’Europeo. Detta così, sembra un segnale tutt’altro che positivo e invece la motivazione è di quelle nobili, nobilissime: in un momento di difficoltà del Paese, i giocatori hanno ritenuto che fosse inopportuno contrattare la ricompensa per l’eventuale titolo.

Gli Azzurri si sono riuniti e hanno deliberato, lasciando carta bianca alla Federazione: fate vobis, il messaggio che è stato recapitato. Ora, per gente che guadagna milioni al mese può sembrare poca cosa. Un caffè al bar, qualcuno dirà. Innanzitutto, va detto che non è così per tutti: questo discorso potrebbe valere per Buffon, Pirlo, De Rossi e qualcun altro, ma per la maggioranza, 300mila euro (questo la cifra pattuita per l’ultima competizione continentale), è tanta roba.


Gesto non scontato e non
reclamizzato dall'Italia:
nuovo motivo per tifare
Qualcun altro potrebbe obiettare: attenzione, non hanno rinunciato, si sono limitati ad accettare l’offerta della Federazione qualunque essa sia. Vero, ma è comunque un rilancio al buio.

Ma non è tutto, perché l’indiscrezione riporta anche che parte di quel premio sarà devoluto alle popolazioni terremotate: insomma, dateci quello che volete, ma datelo a chi serve di più. Anticipiamo le contestazioni: è pur sempre qualcosa di aleatorio, una goccia nel mare o un granello di sabbia nel deserto.

A parte che sono tantissimi i calciatori impegnati in attività benefiche, più di quanto la cronaca non riporti proprio perché spesso sono iniziative che rimangono celate, resta comunque un bel gesto, soprattutto in un momento come questo. Forse per loro sono briciole, ma è con le briciole che si fanno le pagnotte ed è con i piccoli gesti che si avviano le rivoluzioni.

Che quella della solidarietà parta anche dal calcio, ci rende comunque orgogliosi dei nostri ragazzi. Se possibile, da oggi, abbiamo un motivo in più di tifare la nostra Nazionale. Alza quella coppa Capitano. Te lo chiede tutta l’Italia, te lo urlano in particolare dall’Emilia.

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