'The Magic Box', come fu soprannominato dai tifosi del Chelsea, scommette su Mario Balotelli: "Ha fatto passi avanti, deve migliorare nell'essere più giocatore".
L’Italia di Prandelli, raggiunti i quarti di finale, si giocherà domenica, contro l’Inghilterra, le possibilità di arrivare fra le prime quattro del torneo. L’ultimo giustiziere azzurro degli inglesi, che li conosce molto bene per aver militato diversi anni nel Chelsea, è Gianfranco Zola. 'The Magic Box’, il 12 febbraio del 1997, nel tempio di Wembley, aveva inferto un duro colpo alla Nazionale dei Tre Leoni, firmando il goal della vittoria per gli azzurri, che fecero un passo avanti determinante nella qualificazione ai Mondiali francesi del 1998.Oggi che ha appeso ormai le scarpette al chiodo, e attende una chiamata su qualche panchina importante, ai microfoni della ‘Gazzetta dello Sport’’ scommette sugli azzurri. “C’è un parallelo interessante con quella partita. – ha detto il sardo – Quella era l'inizio della gestione di Cesare Maldini dopo quella di Sacchi: mentalità più difensivista, contro quella propositiva di Glen Hoddle. Oggi le parti si sono invertite: l'Italia di Prandelli "alla spagnola" e l'Inghilterra di Hodgson molto poco ‘inglese’ “.
Un Inghilterra, insomma, che avrebbe fatto propria la mentalità tipica delle squadre italiane di vecchio stampo. “Le ho visto giocare un 4-4-2 con grande pressing, molta cura delle distanze e spazi fra i reparti ridotti rispetto al solito, anche se gente come Ashley Young, Gerrard e Rooney sa cambiare ritmo alla squadra in qualunque momento. A forza di esportare allenatori italiani in Inghilterra, gli inglesi da noi hanno capito che per vincere bisogna anche difendere bene”.
E anche il nuovo ct, secondo Zola, ci ha messo del suo: “Si vede molto la mano di Hodgson – ha affermato – la sua filosofia era questa quando affrontai la sua Svizzera, era questa all'Inter, è stata questa ovunque ha allenato. Organizzazione, ordine, abnegazione: sacchiano, nel senso buono del termine”.
Quanto all’Italia di Prandelli, Zola non nasconde che gli piace molto. “L'Italia vista con l'Irlanda ha sorpreso Platini, ma non sorprenderà Hodgson che conosce il nostro calcio. A me questa Nazionale ricorda la Germania del Mondiale in Sudafrica: abbastanza giovane, propositiva, piena di idee. Prandelli ha avuto il coraggio di provare a giocare non "all'italiana": ha investito sulla qualità, ha puntato sul possesso palla e la doppia chance della difesa a tre o a quattro dà grandi vantaggi tattici”.
‘Magic Box’ sottolinea soprattutto il rendimento molto alto di De Rossi come difensore centrale. “De Rossi fra i due centrali mi è piaciuto, a me piace che l'azione inizi da dietro: il reparto più forte di questa Italia è il centrocampo e Daniele aiuta la squadra a fare in modo che molto passi da lì. Contro l'Inghilterra credo che Prandelli giocherà a tre, ma non mi sbilancio nel dire quale può essere la soluzione migliore: mi fido di lui”.
Ora tutti si aspettano una grande prova di Balotelli, e Zola dà fiducia a SuperMario. “Oggi Balotelli è questo – ha affermato – i suoi gol sono come quello che ha segnato all'Irlanda: arrivano quando meno te lo aspetti. Ma io che l'ho allenato nell'under 21 posso dirlo: il meglio di Mario non si è ancora visto”.
Contro l’Irlanda l’ex fantasistaha visto fare a SuperMario qualche progresso. “Ha fatto passi avanti nella presenza in campo, – ha sostenuto – nella predisposizione a giocare per la squadra, se serve riesce anche a fare reparto da solo. Deve migliorare nell'essere più giocatore: intendo più determinazione, migliore gestione delle sue risorse in campo e crescita tattica. Può far male sia da centrale che partendo dalla fascia, deve capire quando e come sfruttare l'una o l'altra posizione”.
Per Zola, dunque, gli azzurri hanno buone possibilità di vincere contro ‘i maestri’. “Se l'Italia giocherà come nelle prime tre partite, per lei Inghilterra o Francia non fa differenza: il problema è più per loro. A parte un calo nei finali per stanchezza, ho visto buona circolazione di palla, fluidità negli ultimi 40-50 metri, facilità nel trovare molti giocatori liberi nelle zone importanti e nel portarne diversi in area: quello che succede quando si punta su un centrocampo di qualità. Ora manca un po' di continuità nel trovare il goal, ma l'avevo detto prima che L'Europeo iniziasse: l'Italia è la mina vagante, spero di averci preso”.
