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L'olandese stuzzica CR7, bersagliato nella partita contro la Danimarca dai canti in favore della Pulga. "Se parlano di sua madre o di Leo, per lui dev'essere lo stesso"

"Cristiano Ronaldo deve crescere. E smetterla di farsi condizionare da quelli che cantano il nome di Messi". Parole e musica di Johan Cruijff. Uno che di consigli può permettersi di darne, anche a colui che ogni tanto si autoproclama miglior giocatore al mondo, salvo poi sbattere spesso contro un "minuscolo" ostacolo argentino e non riuscire, nelle occasioni che contano, a dar seguito pratico alle parole che pronuncia.

A dire il vero le parole dell'ex Papero d'oro paiono leggermente fuori tempo, se è vero che il fuoriclasse portoghese del Real Madrid giunge dritto dritto dalla doppietta che, domenica, ha schiantato l'Olanda e consegnato la qualificazione ai quarti di Euro 2012 alla nazionale lusitana. Prima, però, CR7 aveva deluso, sia contro la Germania che, in particolare, nella pur vittoriosa gara contro la Danimarca, decisa per il Portogallo dalla rete del 3-2 segnata nel finale da Silvestre Varela.

E' stato proprio in quel match che i tifosi danesi hanno cantato il nome di Messi ogni volta che Ronaldo toccava il pallone. Mandando il madridista fuori giri, evidentemente, viste le due reti clamorosamente fallite a inizio secondo tempo. L'eccessiva pressione che il paragone con la Pulga gli provoca è segnale di poca maturità, secondo Cruijff: "Se i tifosi avversari parlano di sua madre o di Leo, per Cristiano dev'essere lo stesso -ha dichiarato l'olandese ad alcuni giornalisti-. Altrimenti, se questa cosa lo turba, vuol dire che deve ancora crescere".

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