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Salpingidis e Katsouranis esprimono un moderato ottimismo in conferenza stampa: "I tedeschi hanno qualcosa in più, noi giocheremo anche per Karagounis".

Fiducia, consapevolezza, umiltà. Le sensazioni della Grecia qualificatasi contro ogni pronostico ai quarti di finale di Euro 2012 possono essere racchiuse in questi tre sentimenti. Di fronte c'è la Germania, avversario ancor più duro rispetto a quella Russia che gli uomini di Fernando Santos hanno estromesso dalla competizione. Ma i greci sono -appunto- fiduciosi e consapevoli delle proprie potenzialità, pur nell'umiltà di ammettere che sono i tedeschi, i favoriti.

"Siamo pronti. Siamo ai quarti di finale: e chi si è qualificato lo ha senza dubbio meritato, e sono contento che tra questi ci siamo anche noi" -afferma in conferenza stampa il folletto Dimitri Salpingidis, in gol alla prima giornata contro i padroni di casa cechi. E sull'assenza di Giorgios Karagounis, match winner con i russi e leader carismatico della Grecia, che con la Germania non giocherà in quanto squalificato: "è un giocatore chiave per noi, peccato che non ci sarà. Giocheremo per lui venerdì".

Dice la sua anche Kostas Katsouranis, e se qualcuno gli chiede un parere sulla delicata fase della Grecia, intesa come Stato, lui risponde che non vuole mischiare calcio e politica. "Sappiamo del momento pesante che il Paese sta attraversando. Ma c'è un primo ministro, chiedete a lui delle questioni politiche". Il centrocampista del Panathinaikos di calcio parla, però, e volentieri. Non escludendo il clamoroso ripetersi di quanto fatto nel 2004 con Otto Rehhagel: "I tedeschi sono i favoriti, noi siamo gli outsider. Ma vogliamo sfruttare la chance di creare un altro miracolo".

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