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Editoriale - Con Balzaretti e Abate è stato risolto il problema delle fasce, adesso serve un vero trequartista

Editoriale - Con Balzaretti e Abate è stato risolto il problema delle fasce, adesso serve un vero trequartista

Getty Images

Abate e Balzaretti meglio di Maggio e Giaccherini: la prossima mossa verso il perfezionamento dell'11 azzurro è quella di inserire un vero trequartista al posto di Thiago Motta.

Bastava poco. Se è vero che l'Irlanda non è certo paragonabile alla Spagna e che non avremo mai la controprova di ciò che stiamo per affermare, probabilmente l'undici sceso in campo contro la Nazionale di Trapattoni avrebbe sicuramente ottenuto più di quanto invece portato a casa contro le 'Furie Rosse' e soprattutto contro la Croazia, dall'undici scelto da Prandelli per le prime due gare di questo Europeo.

La difesa a 4 ha sicuramente offerto maggiori garanzie e, paradossalmente, gli esterni si sono sentiti più liberi di proporsi senza palla. Già, gli esterni. Fuori Maggio e Giaccherini, i peggiori delle prime due uscite, dentro Abate e Balzaretti. Non è nostra intenzione, sulla scia di un entusiasmo che andrebbe invece mitigato, paragonarli a Cafu e Roberto Carlos dei tempi migliori, sia chiaro, ma i 'due biondi' hanno decisamente fatto meglio dei compagni, rimasti in panchina a furor di popolo. Ma se il laterale del Milan si è limitato ad una gara senza sbavature, il mancino del Palermo è stato tra i migliori in campo, se non il migliore in assoluto.


Brillante la prestazione di Balzaretti: il problema fasce sembra risolto
Il 30enne torinese ha spinto con costanza per tutta la durata della gara, senza mai lasciare scoperto il fianco sinistro azzurro. Alcune sue sortite offensive hanno letteralmente mandato in tilt la retroguardia irlandese e, a differenza di Giaccherini, ha saputo mettere in campo grinta e carattere, provando anche la conclusione dalla distanza, cercando il fondo e puntando spesso l'avversario. I risultati sono stati più che apprezzabili e la fascia sinistra sembra ormai destinata a restare sua.

L'esclusione di Giaccherini e Maggio, come detto, è arrivata a furor di popolo. I due, specialmente il laterale della Juventus, non avevano convinto nè contro la Spagna nè tanto meno contro la Croazia e Prandelli ha così deciso di cambiare. La prossima modifica che il 'popolo pallonaro' chiede al commissario tecnico, adesso, riguarda l'esclusione di Thiago Motta. Il centrocampista del Paris Saint Germain ha deluso sia nel ruolo di interno sinistro che, ancor di più, in quello di trequartista, ritagliato per lui in occasione della gara contro l'Irlanda.


Thiago Motta non è l'uomo giusto per giocare dietro le punte
Se Daniele De Rossi dovesse essere chiamato a retrocedere in difesa per sostituire Chiellini, Motta potrebbe tornare sulla linea dei tre centrocampisti. Se invece Prandelli decidesse di puntare su Bonucci, confermando dunque De Rossi in mezzo al campo, per Thiago Motta non dovrebbe esserci posto nell'undici iniziale. Perché difficilmente Prandelli lo riproporrà nel ruolo di trequartista.

Per giocare alle spalle di attaccanti rapidi e bravi a sfruttare gli spazi, serve un uomo dalla giocata geniale, uno da ultimo passaggio. Insomma, un numero 10. Il trequartista atipico 'Boateng-style' può andar bene se in avanti gioca un attaccante 'accentratore di gioco' come Zlatan Ibrahimovic. Con Di Natale e Cassano, ma persino con Balotelli, serve più un vero trequartista.

Ed allora, tenuto conto anche del buon impatto avuto negli ultimi minuti contro l'Irlanda, ai quarti di finale sarà l'occasione giusta per Diamanti?  Anche Giovinco scalpita per scendere in campo dall'inizio, ma a quanto pare Prandelli non lo vede come trequartista. Anche se riuscire ad interpretare quel ruolo meglio di Thiago Motta non sembra essere un'impresa titanica...

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