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Il pareggio non scomoderebbe Bilic, pronto a riportare la propria nazione sul podio di una grande manifestazione continentale: nel 1998 fu terzo posto per la Nazionale croata.

La contraddizione è ben visibile. Perdere contro la Spagna sarebbe stato plausibile, soccombere contro la Croazia, no. Parte ora l'Europeo dell'Italia, niente più giochi e giochetti, niente più calcoli: contro la formazione di Bilic si deve vincere a tutti i costi, non per la caratura tecnica degli uomini di Bilic inferiore alle 'Furie Rosse', ma piuttosto perchè in caso di pari o sconfitta le cose si metterebbero seriamente male nell'ultima gara.

Il problema è l'avversaria. Facile girarla in questo modo, ma la spiegazione non potrebbe essere più semplice. Del Bosque, il tiki-taka importado da Barcelona, Iniesta, Xavi: bloccare gli iberici è stata impresa non da poco, tenendo palla e ripartendo, attaccando al punto giusto e sopratutto difendendo quando le sorti di fort Buffon parevano (quasi) perdute.


La Croazia è stata sottovalutata, ma è un avversario ostico
Contro la Croazia sarà una pagina italiana colorata di gioco diverso. Primo, perchè la formazione arrivata terza ai Mondiali del 1998 (miglior risultato nella propria storia grazie ai Suker e ai Prosinecki), può giocare per due risultati.

Il pareggio non scomoderebbe Bilic, pronto a riportare la propria nazione sul podio di una grande manifestazione continentale. Del resto un tabellino con la X farebbe male solo agli uomini di Prandelli, costretti a sperare in risultati favorevoli nelle altre partire. Magari senza biscottoni stile 2004.

La nazionale croata è stata troppo sottovalutata, sin dai sorteggi del Girone C. "Oltre alla Spagna, il Trap. Occhio al vecchio volpone, di Bilic non ci preoccupiamo". E invece, l'errore è stato questo sin da tempo immemore. Il frontman dei Rawbau, band metal croata, ha a disposizione una formazione decisa, ben organizzata e sopratutto esperta.

Cavallone Srna, capitano ruvido e velocissimo, guida una selezione assortita: il campione di Germania Perisic, l'ex gioiellino Rakitic e sopratutto Modric, costruttore di gioco che in Premier ha attirato la bagarre milionaria. E poi Jelavic e Mandzukic, con Olic rispedito a casa tra scelte tecniche e problemi fisici. Non è dato sapere quale sia la verità dietro al suo addio a Euro 2012, importa considerare come tutta la Croazia sia da temere anche senza di lui.

Dopo il gioco espresso contro la Spagna, come già sopracitato, i ruoli si invertiranno. Sarà l'Italia ad attaccare, la formazione di Bilic a difendersi. Si chiuderanno, of course, ripartiranno con voglia e tecnica. Perchè entrambe non mancano, assolutamente. C'è da scongiurare la non concentrazione azzurra.


L'Italia farà la partita, ma attenzione ai contropiedi dei croati
Tra Scommesse, infortuni e soliti problemi italici che giungono un torneo sì e uno no, contro la Spagna si era carichi positivamente, quasi rabbiosi. Desiderosi di stupire. Si affrontavano i campioni di tutti, e ormai lo si è capito, gli azzurri mettono tutto se stessi contro le big. Sopratutto visto e considerando il grado italiano di difesa e ripartenza, non proprio il pane spagnolo, brasiliano e argentino.

Là si gioca d'attacco, punto. Le scaglie difensive non sono proprio ben viste, anche se ovviamente necessarie. Maggio e Giaccherini non hanno ben figurato a Danzica: contro Srna e Perisic, beh, non si potrà tirar fiato un secondo, pena capitolazione e probabile addio europeo.

Tecnica, forte al centro, forte sulle fasce: la Croazia è outsider scoperta troppo tardi da grosse percentuali dell'ambiente, mentre andava considerata subito come la più ostica del raggruppamento. Non la più forte (e alla Spagna fischieranno le orecchie), ma la più ostica, quello sì.

Modric illumina, Mandzukic punisce. Srna attacca e difende. I cali di concentrazione non sono i benvenuti, le disattenzioni nemmeno. Servirà semplicemente scoprire una nuova Italia, d'attacco totale, niente ricerche e studi sul posto, agire da subito è la via. Cambiare maschera e metter su quella divertente è possibile? Non solo è possibile, ma sarà anche necessario.

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