Le uniche due scelte del ct azzurro che non hanno convinto contro la Spagna sono state quelle relative a Giaccherini e Thiago Motta. Le alternative, in organico, non mancano.
L'Italia che ha pareggiato contro la Spagna a Danzica ha ricevuto più giudizi positivi che negativi. E i maggiori elogi li ha ricevuti il Cesare Prandelli, capace di cementare il gruppo, di mantenerlo sereno nonostante tutto, ed anche coraggioso nel provare un nuovo modulo, il 3-5-2, proprio alla vigilia di un match così importante. Non tutte le scelte dell'allenatore azzurro, però, hanno per convinto appieno.Se infatti il reparto difensivo composto dall'inedito trio De Rossi-Bonucci-Chiellini ha retto all'urto delle Furie Rosse, a centrocampo qualcosa non ha funzionato a dovere.
Pirlo si è visto a sprazzi, ma ha come sempre dato saggio della sua classe, servendo un pallone al bacio a Di Natale in avanti. Altalenante ma tutto sommato convincente anche la prestazione di Marchisio: rispetto al giocatore ammirato quest'anno con la maglia della Juventus è stato meno presente nell'azione, lo si è 'sentito' molto meno in campo.
Ha avuto più di qualche difficoltà soprattutto a livello offensivo, non riuscendo mai ad inserirsi a dovere tra gli spazi come presumibilmente gli aveva chiesto Prandelli. Nel finale però ha lasciato capire, con alcune importanti serpentine, di poter risultare decisivo e di essere importante anche in maglia azzurra.
Arriviamo a Thiago Motta, la scelta meno azzeccata di Prandelli: l'ex-interista, occasione da goal a parte, nel suo ruolo di interno sinistro non ha affatto convinto. Pochi i palloni giocati, poca la qualità offerta rispetto a quella che avrebbe dovuto esprimere, è sembrato un po' spento anche dal punto di vista fisico.
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Capitolo fasce: a fine partita Prandelli si è detto soddisfatto della prestazione di Giaccherini, definito "il migliore in campo". Una forzatura, a ripensare ai 90 minuti di Danzica. Lo juventino non è parso a proprio agio, nè all'altezza della situazione. Mai una discesa conclusa efficacemente, in fase di copertura si è fatto trovare spesso impreparato. Ecomiabile però la sua abnegazione, in una veste che non gli si addice al 100%.
Naturale pensare a Balzaretti per la partita contro la Croazia: il palermitano sarà forse inferiore al bianconero dal punto di vista prettamente tecnico, ma conosce bene quel ruolo e sa interpretare al meglio entrambe le fasi di gioco. Nessun appunto invece su Maggio: più positivo nel primo tempo che nella ripresa, ha comunque lasciato intendere che schierato nel ruolo che più gli si addice, non da terzino puro, riesce a dare quell'importante apporto che nel Napoli gli ha permesso di diventare uno dei giocatori più importanti della compagine partenopea.
Riassumendo, ecco un'Italia 'corretta' ad hoc in vista della sfida con Modric e compagni: Buffon, Bonucci, De Rossi, Chiellini; Maggio, Marchisio, Pirlo, Nocerino, Balzaretti; Balotelli, Cassano. Con quest'undici, a meno di un'involuzione repentina rispetto alla prova offerta contro la Spagna, i croati potrebbero rappresentare un problema tutt'altro che insormontabile.

