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Prandelli sembra essersi ormai convinto ad affidare le chiavi della difesa al leader della Roma. Esperimento già visto in giallorosso, con segnali confortanti ed altri meno.

Dopo il tracollo degli Azzurri contro la Russia e la defezione a sorpresa di Barzagli, Cesare Prandelli cerca nuove soluzioni in vista della prima partita della Nazionale agli Europei, contro la Spagna. Molto probabilmente l’Italia affronterà gli iberici con un inedito 3-5-2. Con Daniele De Rossi nelle vesti di centrale difensivo alla Beckenbauer.

E' già successo nel corso del campionato, con la maglia della Roma. Esperimento senza dubbio affascinante che ha fornito elementi positivi e altri meno confortanti. La buona sorte del debutto azzurro ad Euro 2012 passerà anche (e soprattutto) dalla prestazione di 'Capitan Futuro' al centro della retroguardia. Ecco cosa aspettarci...

I PRECEDENTI NELLA ROMA

4 VOLTE DA CENTRALE
15ª - Roma-Juventus 1-1
30ª - Roma-Novara 5-2
32ª - Roma-Udinese 3-1
34ª - Juventus-Roma 4-0
L’idea di De Rossi centrale difensivo inizia a circolare nella testa di Luis Enrique quando è in piena emergenza in difesa a causa degli infortuni di Juan, Burdisso e Kjaer e l’esordio in questa posizione arriva il 12 Dicembre all’Olimpico contro la Juve: il 28enne gioca un’ottima partita, andando anche a segno nell’1-1 finale.

L’esperimento si ripete anche nei match contro Novara e Udinese: la Roma vince queste due partite rispettivamente per 5-2 e 3-1. Qui iniziano a vedersi i primi, seppur minimi, limiti di De Rossi schierato ancora al centro della difesa: Daniele tende a salire, ad avvicinarsi al suo ruolo naturale e, non avendo mai fatto parte del pacchetto arretrato, fatica ad amalgamarsi con i compagni e ad eseguire i giusti movimenti.

Il compito era ancor più difficile vista l’attitudine offensiva di Luis Enrique, che ama tenere la linea difensiva a ridosso del centrocampo e un minimo errore può risultare fatale.

L’ultima di De Rossi centrale difensivo è nel tracollo giallorosso allo Juventus Stadium (4-0), accanto a lui c’è il danese Simon Kjaer, ma questa è una partita a sè, in quanto, dopo i due goal di Vidal nei primi otto minuti di gioco, la Roma non entra più in partita e affonda del tutto quando Stekelenburg si fa espellere al 29’ minuto di gioco.

PRO&CONTRO DI UN ESPERIMENTO

PERCHE’ SI’ - L’arretramento di De Rossi al ruolo di centrale della difesa a tre garantirebbe un ulteriore regista in squadra e non nello stesso reparto di Andrea Pirlo. Questo darebbe al regista della Juventus qualche libertà in più, sapendo che ha alle sue spalle un giocatore che sa impostare e di cui ci si può fidare.

Un po’ com’è successo con Bonucci durante la scorsa Serie A, con Pirlo che lasciava spesso e volentieri l’impostazione del gioco al difensore quando la marcatura a uomo iniziava a diventare asfissiante.

PERCHE’ NO - Innanzitutto, citiamo il principale contro di un’eventuale difesa a tre in vista di domenica: si creerebbe un pericolosissimo 3vs3 tra De Rossi, Chiellini e Bonucci (o Ogbonna) e Cazorla (o Mata), Torres e Silva.

Questa chiave di lettura rende imprescindibile il grande lavoro di recupero che hanno l’obbligo di svolgere i due esterni del centrocampo a cinque. A meno che Prandelli non stia pensando a un 3-5-2 camaleonte che si trasformerebbe in difesa a quattro con Chiellini terzino e l’arretramento dell’esterno destro di centrocampo.

Tornando a De Rossi, potrebbe andare in seria difficoltà per una semplice questione di sincronismi. I pochi giorni di allenamento potrebbero non bastargli per entrare e a De Rossi per entrare nei movimenti della nuova difesa a tre prandelliana.

LE PROSPETTIVE AZZURRE

A seguito della pessima prova difensiva vista in amichevole contro la Russia, il CT ha pensato di optare per questa mini-rivoluzione tattica, passando al 3-5-2 per una serie di motivi.

Il modulo sembra essere il più congeniale agli uomini più in forma a disposizione di Prandelli in questo momento: Emanuele Giaccherini ha dato il suo meglio proprio con questo schieramento, lo stesso vale per il terzino del Palermo Balzaretti.

Importante è anche la mancanza di alternative: riproporre il 4-3-1-2 lacunoso visto contro la Russia potrebbe essere un suicidio contro la corazzata spagnola. Come cambiare, allora? Quali sono altri possibili rimedi? Il punto è questo: non ce ne sono.

Si potrebbe andare avanti con il modulo prediletto da Prandelli, con il quale la Nazionale gioca da due anni a questa parte, determinati e vogliosi di dimostrare ai tifosi che quello di Zurigo è stato solo un incidente di percorso.

Oppure ci si può affidare, come Lippi fece più volte ai Mondiali del 2006, all’ItalJuve, alle certezze di Bonucci, Chiellini, Pirlo, Marchisio e Giaccherini (senza dimenticare Buffon), ad un copione che sanno interpretare a memoria, al loro entusiasmo dopo lo Scudetto conquistato in bianconero.

A patto che riescano ad 'adottare virtualmente' Daniele De Rossi, destinato a diventare l'ago della bilancia nei destini europei della nostra Nazionale.

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