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L'ex Dg della Juventus non prende tanto bene una battuta di Franco Ordine sulle "telefonate del 2006" e ricorda le 'meanate' dell'epoca, con oscure minacce a ruota...

Luciano Moggi non ne fa passare una, si tratti di Massimo Moratti - suo 'nemico' ormai storico dai tempi di Calciopoli - ma anche chiunque altro attacchi la sua vecchia Juventus sulla base delle sentenze sportive che all'epoca l'hanno riconosciuta colpevole con tanto di Scudetti sottratti dalla bacheca bianconera.

Stavolta gli strali dell'ex Dg della Vecchia Signora, radiato dal calcio italiano in seguito proprio a quegli accadimenti e rifattosi una carriera come opinionista, si abbattono sul Milan. Moggi sui rossoneri - anch'essi pesantemente sanzionati nel 2006 - si era ultimanente un po' tenuto, ma adesso a 'risvegliarlo' ci pensa una battuta di Franco Ordine. Non l'avesse mai fatto...

"Su quanto accaduto a Siena, con un rigore farlocco che ha permesso al Milan di chiudere terzo, non potevano mancare le trasmissioni del lunedi. In particolare, '11' condotta da Pardo su Italia 2, a cui, tra gli altri, partecipava il noto opinionista del 'Giornale' di Berlusconi, Franco anche detto 'all'Ordine' (ma noi non lo crediamo). Quando si è arrivati a discutere di Siena-Milan criticando aspramente l'arbitro (ma per noi il rigore è un errore non voluto), è insorto Ordine: 'E' un rigore fasullo ma non c'erano le telefonate come nel 2006'... ".

"A parte che non essendo un impiegato TIM Ordine non può parlare con tanta certezza - attacca Moggi - ma nel 2006, se esistevano telefonate, erano quelle tra lui e Meani, addetto agli arbitri del Milan, con le quali Meani raccontava favole a Ordine che raccoglieva queste verità presunte facendole sue come verità rivelate. Non sa il buon Franco che così danneggia il Milan e magari costringe qualcuno a pubblicare le intercettazioni che misero in condizione Palazzi di emettere richiesta di illecito sportivo nei confronti del Milan, poi prescritto...".

"Giusto ricordare a Ordine che il presidente della Lega a quel tempo era Galliani, nonchè vicepresidente esecutivo del Milan e consigliere federale e che il premier era Berlusconi", conclude l'ex Dg juventino.

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