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L'ex portiere del Napoli, la cui confessione rischia di inguaiare seriamente il club azzurro e due suoi colleghi, svela la sue paure: "Ho ricevuto minacce di morte".

Matteo Gianello non si dà pace, se solo potesse tornare indietro certamente non farebbe più quell'errore sotto la doccia con Cannavaro e Grava, una 'avance' che ora potrebbe non solo costare carissima alla sua carriera, ma anche a quella dei suoi due colleghi, nonchè far sanzionare il Napoli con una penalità.

E' distrutto, Gianello, mentre si sfoga sulle pagine de 'Il Mattino': "Io non ho mai inguaiato nessuno. Non ho mai confessato nulla, né al tribunale di Napoli né in Procura federale. Ho solo dovuto ammettere, e dopo sette ore di interrogatorio, che quello che avevo raccontato a un poliziotto che credevo un amico mio e del Napoli, era vero".

Il portiere veronese ricostruisce cosa accadde prima della famosa partita contro la Sampdoria: "Ho fatto una cosa stupida. Sono andato nello spogliatoio e ho detto quelle cose a Cannavaro e Grava. Un attimo dopo mi ero già pentito. Appena mi hanno mandato a quel paese mi sono detto: 'che cosa idiota che ho fatto'. Non mi sono dato pace. Ho raccontato l'episodio al poliziotto che mi stava sempre dietro e il 15 giugno del 2010 mi chiama Fassone, allora Dg del Napoli, per dirmi che devo andare in Procura con un avvocato. Da quel momento in poi il Napoli mi ha tagliato: e pensare che stavamo trattando il rinnovo del contratto...".

Oltre al 'taglio' sul piano sportivo, il club azzurro ha completamente voltato le spalle a Gianello, nessuno escluso, ed è questa la cosa che maggiormente fa soffire il giocatore. Ma una persona in particolare si merita il suo veleno: "Mi ha ferito Mazzarri, ha detto di me che ero un lavativo, uno svogliato. Con lui se non sei un titolarissimo neppure esisti, una volta mi chiamò Guardalben perché neppure conosceva il mio nome...".

Oltre che vedere la sua carriera distrutta, Gianello ora teme anche per la sua vita: "Su Facebook è comparso un profilo che mi minacciava di morte, l'ho denunciato alla polizia postale e non so se lo hanno cancellato".

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