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I Carabinieri di via in Selci, avevano nei loro tabulati anche i tentativi di chiamata. Tali dati però non venivano registrati prima del 2009.

Sono passati più di sei anni dallo scandalo più grave che abbia mai colpito il calcio italiano, eppure Calciopoli continua a riservare sorprese e, in qualche caso, qualche dubbio di troppo, l'ultimo dei quali relativo alle famose sim svizzere.

Tali schede telefoniche diventarono quasi il simbolo di quella che all'epoca venne definita la 'Cupola'. Era infatti attraverso tali schede che, secondo l'accusa, Luciano Moggi contattava arbitri e designatori al fine di non essere intercettato.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, proprio tali schede sono ora al centro di una sorta di mistero. L'avvocato dell'arbitro De Santis, Paolo Gallinelli, ha infatti notato che i Carabinieri di via in Selci, avevano nei loro tabulati anche i tentativi di chiamata. Nelle loro liste quindi, appaiono anche quelle chiamate effettuate da sim svizzere che non hanno ottenuto risposta.

Nulla di strano se non fosse che, i tabulati messi a disposizione della magistratura prima del 2009 non contenevano quel tipo di dato. Solo dopo il 31 dicembre di quell'anno, quindi oltre tre anni dopo i fatti di Calciopoli, si iniziarono a registrare anche i tentativi di chiamata e viene quindi da chiedersi se furono realmente le compagnie telefoniche a fornirli.

Come se non bastasse, un altro dubbio è legato alla presenza del computer di Giuliano Tavaroli nella caserma di via in Selci nei giorni in cui si indagava su Calciopoli. La domanda è se l’ex responsabile della security Telecom, colui che aveva anche indagato su Moggi e De Santis in maniera non legale, avesse accesso al sistema per intercettare illegalmente i tentativi di chiamata.

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