Calciopoli continua senza Cellino e Ancelotti. Babini 'incastra' Moggi: "Negli spogliatoi degli arbitri c'è sempre andato"

Rivelazioni scottanti riguardano anche l'ex designatore Pairetto.

Matteo Trefoloni è stato al centro di un curioso errore durante Celtic-Aalborg (Grazia Neri)
A Napoli va avanti il processo su Calciopoli. Ma più lentamente del previsto. Hanno mancato la 'convocazione', infatti, sia il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, che l'attuale manager del Chelsea, Carlo Ancelotti, entrambi in qualità di 'teste'.

Il pm Stefano Capuano se l'è presa parecchio: "E' la terza volta che convocate Cellino e la terza volta che manda un cenrtificato medico. Per Ancelotti è la seconda, ma avevamo anche scelto una giornata senza incontri di club". Manca anche Preziosi, ma non i colpi di scena, che arrivano dal direttore di gara Trefoloni e dall'assistente Babini.

Principali indiziati Moggi e la Juventus e fin qui nessuna novità. Trefoloni: "Moggi aveva un peso in federazione e all'as­sociazione arbitri - si legge dall'interrogatorio riportato in parte sulla 'Gazzetta dello Sport' -. Io ri­fiutai di entrare in gri­glia per Roma- Juven­tus. Non ero in forma e troppe pressione. Lo dissi al designatore Ber­gamo, lo dissi più volte anche a Maria Grazia Fazi, l'amica di Berga­mo, e lei insistette affin­ché ci fossi". Poi un certificato medico tolse le castagne dal fuoco.

Ma anche Babini parla di fatti insoliti: "Nell’ultimo anno, decisi che volevo la Juventus, mai attri­buitami. Lo chiesi al de­signatore di C, Mazzei, che mi rimandò a Pai­retto. Ma lì decisi di non avanzare altre richieste. Pairetto era sempre alle gare di Champions della Juve, sedeva con i dirigenti in tribuna". Una dichiarazione rilasciata quasi con sdegno, cui segue una denuncia non da poco: "Io, Contini, Pugliesi e Morganti era­vamo il Fate­benefratelli dei guardali­nee: ci usava­no per risol­vere le rogne, le squadre invischiate nella lotta per non retrocedere. Altri erano quelli graditi alla Juventus: Consolo, Gri­selli, Mitro. Calcagno fece anche una carriera rapidissima".

Non poteva mancare il solito colpo a effetto: "Moggi negli spogliatoi degli arbitri ci andava sempre. Con il suo ami­co fornaio, era conosciuto così. Ma lo faceva anche Sensi. Moratti so­lo prima della gara. E io ero amico di Meani, chi non aveva amici di quel calibro per galleggiare in quell'ambiente?". Interrogativi che a Napoli si porranno ancora a lungo.
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