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Il Blog di Aquilotto1900 – Troppi i problemi di questa Lazio per uscire dalla crisi!!!
Senza carattere e gioco non si va da nessuna parte.
Sono senza parole. O meglio, talmente tante vorrebbero uscire, tutte insieme, che non basterebbe l’articolo di un blog. E’ davvero frustrante assistere a questo lungo e interminabile periodo negativo della Lazio, per il semplice fatto che non si riesce a trovare un capro espiatorio, uno o più responsabili da additare e escludere per ripartire. Troppe le cose che non vanno per poter giungere a una soluzione e ritornare a galla.
Lotito. Che dire… continua ad abbandonare la tribuna quando la Lazio perde malamente, senza avere il buon senso di pensare che la colpa è sua se la rosa è così scadente. I soldi non ci sono, è vero, ma allora si dovrebbe cercare di fare le cose con ordine, non a casaccio. Giocatori che vanno e vengono senza logica, problemi di spogliatoio da asilo nido, dichiarazioni al limite del ridicolo e del contraddittorio. Ma è troppo facile prendersela solo col presidente…
Ballardini. Una delusione. Sia chiaro, l’avevo detto più volte che non era all’altezza, che sarebbe stato un altro Delio Rossi. E all’inizio ero stato smentito: perché effettivamente in copertura prendiamo meno goal, finora sconfitte catastrofiche come quelle subite nell’era-Rossi non se ne sono viste. Ma nei momenti di difficoltà si vedono le stesse carenze… di formazione, di carattere, di lucidità. Le attenuanti ci sono, eccome: titolari importanti che non ci sono più rispetto all’anno scorso e una coppa europea che li fa sembrare ancora più importanti di quanto non fossero in realtà. Ma, cavolo, con gli uomini che abbiamo potremmo… dovremmo fare di più. Ma il gioco, mister, dov’è? Perché le altre squadre provano a passarsi la palla per arrivare in porta e noi non ci riusciamo? Puntiamo troppo sui singoli quando attacchiamo, sui lanci lunghi, sembra un ping pong, troppo possesso palla, non ci sono movimenti corali, passaggi a memoria, tutto è frutto del caso, della fantasia del singolo. Sinceramente, anziché insegnare a Zarate la fase difensiva (col semplice risultato che ora i dribbling li prova da più indietro, quindi arriva cotto al limite dell’area, sbagliando tiri e passaggi elementari) perché non provare a plasmarlo sull’ultimo tocco del pallone, quello decisivo? Ma è troppo facile prendersela solo coll’allenatore…
I giocatori. Questa Lazio non maturerà mai, troppo frequenti i blocchi mentali, le amnesie. Quante volte si è parlato di calo fisico, di stanchezza…?! ma com’è che gli altri corrono tutto l’anno e noi dopo due partite siamo già morti? Semplice: non è una questione fisica, è mentale. L’esempio più eclatante è stato il Villareal: ci hanno sottomessi per un’ora, sembrava un problema di fiato, poi in inferiorità numerica abbiamo cominciato a giocare palla a terra e a correre come indemoniati. Mancano gli stimoli, la tranquillità, la sicurezza e la consapevolezza dei propri mezzi. E’ l’ambiente laziale che fa questo effetto, era così con Rossi, lo è ora con Ballardini. Serve un elemento carismatico (allenatore, giocatore, dirigente, presidente… non mi interessa), anche un po’ rozzo, ma cattivo e che tutti seguono. Basta signorine, basta filosofi. Questi giocatori hanno bisogno di un gladiatore, di un condottiero che li guidi e li tenga costantemente sulle corde per non farli afflosciare.
Da sportivo faccio fatica a credere che prima di gennaio si risolva questa situazione, considerate le enormi lacune da colmare sotto molti aspetti della squadra.
Da tifoso… beh, come si dice, la speranza è l’ultima a morire.
Aquilotto1900
Lotito. Che dire… continua ad abbandonare la tribuna quando la Lazio perde malamente, senza avere il buon senso di pensare che la colpa è sua se la rosa è così scadente. I soldi non ci sono, è vero, ma allora si dovrebbe cercare di fare le cose con ordine, non a casaccio. Giocatori che vanno e vengono senza logica, problemi di spogliatoio da asilo nido, dichiarazioni al limite del ridicolo e del contraddittorio. Ma è troppo facile prendersela solo col presidente…
Ballardini. Una delusione. Sia chiaro, l’avevo detto più volte che non era all’altezza, che sarebbe stato un altro Delio Rossi. E all’inizio ero stato smentito: perché effettivamente in copertura prendiamo meno goal, finora sconfitte catastrofiche come quelle subite nell’era-Rossi non se ne sono viste. Ma nei momenti di difficoltà si vedono le stesse carenze… di formazione, di carattere, di lucidità. Le attenuanti ci sono, eccome: titolari importanti che non ci sono più rispetto all’anno scorso e una coppa europea che li fa sembrare ancora più importanti di quanto non fossero in realtà. Ma, cavolo, con gli uomini che abbiamo potremmo… dovremmo fare di più. Ma il gioco, mister, dov’è? Perché le altre squadre provano a passarsi la palla per arrivare in porta e noi non ci riusciamo? Puntiamo troppo sui singoli quando attacchiamo, sui lanci lunghi, sembra un ping pong, troppo possesso palla, non ci sono movimenti corali, passaggi a memoria, tutto è frutto del caso, della fantasia del singolo. Sinceramente, anziché insegnare a Zarate la fase difensiva (col semplice risultato che ora i dribbling li prova da più indietro, quindi arriva cotto al limite dell’area, sbagliando tiri e passaggi elementari) perché non provare a plasmarlo sull’ultimo tocco del pallone, quello decisivo? Ma è troppo facile prendersela solo coll’allenatore…
I giocatori. Questa Lazio non maturerà mai, troppo frequenti i blocchi mentali, le amnesie. Quante volte si è parlato di calo fisico, di stanchezza…?! ma com’è che gli altri corrono tutto l’anno e noi dopo due partite siamo già morti? Semplice: non è una questione fisica, è mentale. L’esempio più eclatante è stato il Villareal: ci hanno sottomessi per un’ora, sembrava un problema di fiato, poi in inferiorità numerica abbiamo cominciato a giocare palla a terra e a correre come indemoniati. Mancano gli stimoli, la tranquillità, la sicurezza e la consapevolezza dei propri mezzi. E’ l’ambiente laziale che fa questo effetto, era così con Rossi, lo è ora con Ballardini. Serve un elemento carismatico (allenatore, giocatore, dirigente, presidente… non mi interessa), anche un po’ rozzo, ma cattivo e che tutti seguono. Basta signorine, basta filosofi. Questi giocatori hanno bisogno di un gladiatore, di un condottiero che li guidi e li tenga costantemente sulle corde per non farli afflosciare.
Da sportivo faccio fatica a credere che prima di gennaio si risolva questa situazione, considerate le enormi lacune da colmare sotto molti aspetti della squadra.
Da tifoso… beh, come si dice, la speranza è l’ultima a morire.
Aquilotto1900
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