Il Blog di Zorro Rossonero: Nessuna caccia all’uomo, ma consapevolezza e RICONOSCENZA!

Il derby è ancora nella mente di tutti, ma è ingiusto dare la colpa a chi non è il “vero” responsabile.

Pirlo e Seedorf festeggiano il gol del vantaggio contro il Bayern
Non c’eravamo abituati da qualche anno. Da quando sulla nostra panchina si erano seduti  Fabio Capello (per la seconda volta), Arrigo Sacchi (per la seconda volta) e Oscar Tabarez (speriamo per la prima ed ultima volta). Non eravamo abituati ad avere la consapevolezza, già prima dell’inizio della stagione, di essere qualche passo indietro rispetto ai top team, non eravamo pronti a subire una batosta del genere da chi, negli anni scorsi, ci ha sempre invidiato per compattezza di squadra, mentalità, vittorie.

Ma i tempi cambiano, e lo abbiamo visto dopo  poche settimane dall’inizio di questa nuova stagione.  Il Milan non è una squadra all’altezza per lottare sia in campionato che in Champions League, facciamocene una ragione. Solo una combinazione di tanti fattori potrebbe rimettere in carreggiata la squadra, circostanza assai complicata da attuarsi.

Da tifosi rossoneri però, non dobbiamo commettere l’errore di cominciare sin da subito la caccia all’uomo. Inutile dare la colpa a Leonardo, che ha solo la responsabilità di amare i nostri colori e di aver accettato una sfida che forse già lui sapeva si sarebbe presentata ardua sin dall’inizio.

Inutile ed ingiusto dare la colpa ad alcuni senatori storici, come Seedorf o Gattuso. Non dimentichiamo mai quello che hanno fatto in passato. Rino per anni ha tirato la carretta ai nostri campioni (da Rui Costa a Rivaldo, per finire a Kakà), Seedorf (che comunque nel derby è stato superiore all’indecente Ronaldinho) è stato il leader carismatico del nostro centrocampo, ed anche se non con grandissima continuità, nei momenti clou delle vittoriose stagioni, ha brillato per la sua professionalità esemplare e per la sua immensa classe.

Anche in altri club succede che i campioni avanti con l’età possano avere qualche momento di sbandamento (il Del Piero bianconero degli ultimi anni è stato messo addirittura in panchina; Javier Zanetti non è più il funambolo di una volta e in velocità soffre i più giovani; Totti ha ancora immensa classe, ma in quanto a contributo quantitativo ha perso molto), ma mai nessuno si è spinto così oltre, tanto da metterne in dubbio la professionalità.

Si, c’è sempre un momento nel quale è opportuno dire basta, rendersi conto che un ciclo può essere finito, ma c’è una differenza rispetto alle altre squadre. La Juventus, l’Inter, hanno affiancato a questi “vecchi” linfa nuova, nuovi giocatori in grado di poter continuare il ciclo, il Milan, com’è noto, non lo ha fatto.

Quindi smettiamola di dare la colpa a chi non è il vero responsabile,  e visto che per adesso (purtroppo) colui che dovrebbe prendersi tutti i demeriti non vuole farlo o non vuole cedere il passo, aspettiamo fiduciosi, ma nel frattempo non abbandoniamo la nave e non smettiamo di ringraziare chi ci ha dato tanto.

Zorro Rossonero

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