Il Blog di Olimpo Azzurro: Meglio della Lazio? NESSUNO!

Finora i biancocelesti dominano il panorama nazionale.

L'Aquila Rocchi prende il volo per la semifinale di Coppa Italia (Grazia Neri)
I dissidenti. Il presidente pepato. Il nuovo allenatore. La fortuna di Pechino. Queste e decine di altre sono state le ragioni dei nasi storti attorno alla Lazio, fino ad oggi. Una serie di aspetti sfruttata dai detrattori dei biancocelesti, ed è una cosa che ha dell'inverosimile: queste stesse parole, infatti, sono il miglior biglietto da visita di un avvio di stagione a cento all'ora.

De Silvestri, Ledesma, Pandev. Tre grandi giocatori. Il primo, che avrebbe voluto - in uno slancio di pessimismo, usiamo il passato - diventare una bandiera dei primi colori calcistici di Roma; il secondo, infarinato di parole al miele dai più grandi - Ancelotti lo voleva come vice Pirlo in tempi non sospetti; il terzo, i cui goal parlano da soli. Eppure il mercato non gli riconosce giustizia. Eppure la Lazio vince e convince anche senza. Una riedizione dell'abbandono di Oddo, dopo il quale la Lazio giocò tanto meglio da raggiungere il terzo posto in classifica, quell'anno.

Claudio Lotito. Un uomo, mille querele. Non sempre legali, logico, ma dal punto di vista del carattere ha più spigoli che morbide curve. L'ultimo dibattito ieri sera, arroventato da una stizzita redazione di Sky Sport Live. Il presidente è una figura eccentrica dal punto di vista societario, e quando qualcosa sfugge al suo controllo - come nel caso dei tre dissidenti - fa valere le sue ragioni, di testa e di legge. Il suo stile. Discutibile o meno, ma altamente pragmatico.

Davide Ballardini. L'alter ego della presentazione perfetta. Poche parole, fatti a valanga. Questo il bottino di guerra, aggiornato al 23 di agosto: 6 goal segnati, 1 subito, 1 Supercoppa Italiana, qualificazione ai gironi di Europa League molto vicina, testa della classifica di Serie A. Vorrei gettarci dentro tutti i se e i ma, ma come detto in apertura, sono questi dati a svolazzare tra le lingue dei detrattori. A voi le conclusioni.

Pechino. Quanto si è detto di quella sera. A Milano è andata di traverso. All'opinione dabbene pure. Ma l'Inter di oggi ha dimostrato che la migliore condizione e motivazioni fanno le grandi differenze, all'inizio e sul finire delle stagioni, quando le energie sono al mare o stressate. L'epopea del Bari non fa che legittimare l'assegnazione della Supercoppa alla squadra che l'ha voluta veramente, e non con le chiacchiere e i pronostici da Playstation. Questo a prescindere dal reale valore delle rose.

Insomma, è facile dedurre come le minimizzazioni della compagine biancazzurra si basino sulla fantasia. Sognare non è proibito a nessun allenatore: per gli incubi degli opinionisti il discorso è lo stesso. Ma quando la partita prende piede, ci si sveglia e si deve fare i conti con l'unica opinione ragionevole: la realtà. Avanti così, al prezzo di avere tutta la critica contro, se significa giocare bene e vincere con gli spunti dei fuoriclasse. Sì, è un prezzo che qualunque tifoso al mondo pagherebbe a peso d'oro. Fino ad oggi, per la Lazio, la verità è che nessuna squadra in Italia ha fatto meglio di te. Come recita un rinomato striscione, la verità è che non c'è problema.

Olimpo Azzurro

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