I protagonisti della Peace Cup: Frederic Kanoutè

Il maliano ha trovato a Siviglia la sua giusta dimensione, personalità e goal a raffica.

Kanoute, Espanyol-Sevilla (MARCA)
Si è sempre pensato negli ambienti calcistici che Frederic Kanoutè fosse un grande talento, ma la sua stella ha iniziato a brillare solo dopo il suo trasferimento al Siviglia nel 2005.

Di origini maliane ma nato in Francia, Kanoutè inizia a giocare a grandi livelli nella squadra della sua città, il Lione. In tre anni si mette in mostra per la sua velocità e voglia di lavorare, ma non di certo per la prolificità in attacco (soltanto 9 reti in 3 anni).

Nonostante ciò il West Ham si innamora di lui e lo porta oltre Manica nel 2000. Con gli “Hammers” Kanoutè realizza 14 goal in 56 partite, facendo arrabbiare i tifosi per il suo trasferimento ai rivali del Tottenham nel 2003. In due stagioni con gli “Spurs” alterna alti e bassi, dividendo i supporters e l’opinione pubblica e confermandosi come talento inespresso.

Dopo aver messo a segno 14 marcature in 60 match, il Siviglia chiede informazioni di lui e se ne assicura le prestazioni per 6,5 milioni di euro. In molti non sono convinti dell’investimento credendo che Frederic abbia dato il suo meglio in Inghilterra, ma la smentita arriva repentinamente.

Juande Ramos gli dà subito fiducia e in Andalusia Kanoute si scatena. Affiancato da Luis Fabiano e bravissimo a capitalizzare i tanti assist di Gesus Navas e Dani Alves realizza ben 61 reti in 129 match, diventando il riferimento principale in attacco.

In campo internazionale opta per la nazionale maliana, dove in 32 gare ha finora messo a segno 20 goal. Il suo sogno sarebbe quello di giocare una fase finale dei campionati del Mondo con la squadra del suo paese, impresa mai riuscita al Mali.

Nell’ultima stagione ha contribuito in maniera decisiva al ritorno del Siviglia in Champions League e al terzo posto in campionato dietro alle “corazzate” Barcellona e Real Madrid.

La Peace Cup rappresenta per Kanoutè una bella vetrina per confermarsi bomber di razza, un gustoso antipasto di quello che il forte centravanti africano potrà fare nella prossima rassegna continentale per club.

Lucas Brown
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