Gasperini spiega la sua difesa a 3: "Giocavo a 4, poi vidi l'Ajax di Van Gaal... "

Gianpiero Gasperini, grande cultore della difesa a tre, racconta la sua conversione: "Nelle giovanili della Juventus giocavo a quattro ma quando vidi l'Ajax di Van Gaal... ".

La difesa a tre è ormai il marchio di fabbrica per molte squadre di Serie A ma, oltre a Mazzarri, in Italia il massimo rappresentate resta sicuramente Gianpiero Gasperini che, proprio grazie a questo sistema, ha costruito una carriera di tutto rispetto.

Il tecnico del Genoa, intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', racconta adesso un gustoso retroscena sulla sua conversione tattica: "A metà degli anni Novanta allenavo le giovanili della Juve. Usavo il 4-3-3 ma in Italia il 90% era 4-4-2, era tutto uno scimmiottare Sacchi. In Europa invece l’Ajax era fantastico, giocava 3-4-3 e i calciatori ballavano. Dopo averli visti, mi sono stufato e mi sono messo anche io a tre dietro. I due attaccanti avversari non vedevano palla, avevamo il possesso del gioco".

Quindi ecco la nuova vita calcistica, tra i grandi: "È cambiato tutto quando abbiamo perso alle finali Primavera davanti a 200 persone. Ho capito che i giovani non interessavano più: pensavo di smettere, sono andato a Crotone in C1. Quando l’ho detto a mia moglie, mi ha guardato come se fossi matto".

Gasperini spiega così l'utilità della difesa a tre: "Mi convince quando giochiamo contro due punte. È questione di avvio dell’azione, perché io voglio i difensori larghi.  Almeno uno dei due laterali è un ex terzino, come Antonini o Marchese. Gli ex terzini sono migliori nell’impostazione, hanno l’anticipo, sono più bravi nelle uscite. Il play, invece, non è indispensabile.Non c’è bisogno di avere un illuminato che gioca tutti i palloni. Se deve passare la palla a cinque metri, posso darla anche io".

La chiave di tutto però resta l'aggressività: "La mia idea di difesa è accorciare, aggredire. Posso difendere a tre, a quattro, anche in nove. Contano l’anticipo, che non si fa più, e il contrasto. L’Atletico Madrid ti aspetta davanti all’area con gente di 1.85-1.90 che corre e mena come un fabbro. È un modo di difendersi. Il mio è diverso. Se aspetti, vedi la palla tre volte in 40 minuti. Io mando tutti a pressare, così ogni giocatore deve muoversi in conseguenza del compagno. Difendere correndo in avanti. Ma se salta una rotellina del meccanismo, puoi prenderne 7 come la Roma col Bayern".

Gasperini torna anche sulla vittoria ottenuta qualche settimana fa contro la Juventus, e ammette: "La Juve ci ha messo lì, poi ci ha mollato un attimo e ci abbiamo provato al 94’. Ha segnato Antonini. Che ci faceva lì? Non lo so... Ma c’è una logica. Eravamo al 94’, potevamo difendere un risultato d’oro e invece in quell'l’azione abbiamo giocatori che pressano nella loro area correndo in avanti. Ah, i giornali hanno scritto che Mandragora marcava a uomo Pogba. Falso».

Infine la chiosa da saggio: "Siamo stati troppo a parlare di arbitri e schemi, ora si analizza tutto ma abbiamo perso la valutazione. Non posso fare esempi, ma ci sono giocatori forti solo mediaticamente, magari difesi dalla scusa “è fuori ruolo”. Mio padre aveva un criterio semplice per giudicare i giocatori: “È bun” o “Non è bun”. Semplice, però non si sbagliava mica tanto...".